L’influenza della religione nella vita di un giovane georgiano: il tema di PANOPTICON

Domenica 21 luglio: siamo al terzo giorno del Giffoni Film Festival. I giurati più grandi, quelli della categoria +18 alle 10 sono stati in Sala Galileo a vedere il film PANOPTICON (Francia, Georgia, Italia, Romania 2024) di George Sikharulidze. Il lungometraggio parla di Sandro, un diciannovenne georgiano che è costretto a sostenere e seguire la vocazione spirituale di suo padre David. Infatti, nella Georgia post-sovietica, profondamente religiosa, poiché dedicare la propria vita a Dio è uno degli atti più nobili. Per adempiere a un nuovo obbligo come figlio di un futuro monaco, Sandro deve rivolgersi alla religione e, senza rendersene conto, viene oppresso dall’invisibile sorveglianza spirituale di suo padre e di Dio che modella il suo comportamento.

 

Il pubblico ha gradito molto il film con un lungo applauso. Pronti per il dibattito e ospiti in sala, parte del cast del film e uno dei produttori. I giurati hanno confessato allo staff del film che il lungometraggio è stato di loro gradimento e nel corso del dibattito hanno affrontato con loro vari temi che va a toccare il film, tra cui il bigottismo che impone la religione – soprattutto in posti come la Georgia dove la fede è intrinseca nella cultura – e l’imposizione del mondo maschile su quello femminile, vittime di continue molestie. Il film ha voluto mostrare invece quanto siano potenti le donne sull’educazione dei maschi; infatti, i giffoner hanno notato che il protagonista è un uomo cresciuto dalle donne che hanno trasformato al meglio il suo carattere bigotto e ipocrita.

Alcune domande sono state formulate da parte della delegazione georgiana presente nella giuria dei +18. I ragazzi hanno infatti espresso piacere e orgoglio vedere i loro luoghi familiari in un film così impattante e hanno ringraziato il cast per aver rappresentato al meglio la relazione “tossica” che vivono i Georgiani con la religione. Uno dei ragazzi ha chiesto poi in particolare se ci sono stati problemi da parte dell’attrice presente in sala se ha avuto problemi nel recitare la parte di una sex worker, la donna ha risposto che non ci sono state situazioni problematiche e insieme alla collega ha spiegato che lavorare col regista Sikharulidze è stato molto bello e professionale e ha saputo preparare al meglio il cast per entrare nel loro personaggio.

Secondo i giffoner il tema di quest’anno del Festival, ossia “l’illusione della distanza”, è stato pienamente centrato dal film: è stata notata infatti la distanza che c’è tra il protagonista e i membri della sua famiglia e poi con la sua fidanzata.

Spazio anche ad una domanda sull’attualità e sulla guerra che sta colpendo vari Paesi del mondo, un giffoner ha chiesto al cast un parere sul come risolvere le tensioni territoriali: l’attrice ha risposto che questo è sicuramente un problema universale e che riguarda tutti. Infatti, come ha detto l’attrice: “tutti insieme possiamo portare avanti il cambiamento ed è importante agire tutti insieme”.

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