La serie-evento di Netflix, Minerva, sbarca al #Giffoni56. Massimiliano Gallo: “Mostriamo una scuola militare tradizionalista ma con crepe e fragilità”

La nuova stagione di Netflix si apre con la serie-evento young adult Minerva – La scuola. Ambientata in un’accademia militare partenopea fittizia ma ispirata alla Nunziatella di Napoli, sarà disponibile sulla piattaforma streaming dal 22 settembre.

E il #Giffoni56 ospita l’anteprima di questo progetto made in Italy alla presenza del cast, capitanato da Massimiliano Gallo e Cristiana Capotondi, che include Irene Maiorino (L’amica geniale) e i giovanissimi Ciro Monopoli, Margherita Buoncristiani, Biagio Venditti, Nicole Malaj e Giulio Brizzi. Con il regista Ivan Silvestrini e gli sceneggiatori del progetto, prima dell’incontro con i giurati in Sala Truffaut per la visione della coppia di episodi iniziali, gli attori hanno anticipato alla stampa le sfide e le curiosità del progetto. Per farlo hanno scelto la splendida cornice della Reggia di Portici, in provincia di Napoli, location delle riprese degli otto episodi del teen drama.

La parola al produttore, allo sceneggiatore e al regista

Il produttore Roberto Sessa, CEO di Picomedia, ha introdotto la visita con una premessa: “Questo luogo unico è protagonista di questa serie e girare qui è stato un privilegio assoluto”. Com’è nata l’idea? “Ce l’avevo da una decina d’anni, da quando sul treno vedevo i ragazzini della Nunziatella vestiti in maniera speciale. Mi affascinavano e volevo capire cosa avessero in testa. Con il tempo ho scoperto che la scuola è gratuita ma con una selezione micidiale, che include uomini e donne. E ci sono varie tipologie di motivazioni che spingono a iscriversi, dalla tradizione militare alla punizione all’uso di questo tipo di studi come ascensore sociale”. Inevitabile il riferimento a Mare Fuori, per cui il produttore si è ispirato a Nisida. Gli fa eco il regista Ivan Silvestrini: “Girare in un posto così è fantastico, dovunque si respira storia antica e importante. D’altronde questi ragazzi crescono fuori dal tempo e offrono al pubblico spunti di riflessione sul nostro mondo attraverso scenari complessi”. Lo sceneggiatore Giovanni Galassi aggiunge: “Questa è una storia ambientata nei momenti della tarda adolescenza, un periodo in cui spesso ci si chiede chi siamo e cosa vogliamo fare. Insomma un amplificatore, un’arena di conflitti”.

La trama

Sullo sfondo di un liceo militare di Napoli, Minerva, tra lezioni di scherma e divieto dell’uso dei cellulari, la serie racconta la crescita di un gruppo di studenti, guidati dall’integerrimo comandante interpretato da Massimiliano Gallo e sotto lo sguardo vigile del vice comandante a cui presta il volto Irene Maiorino. A scombinare le carte in tavola arriva una professoressa di filosofia e storia piuttosto materna e dallo spiccato spirito critico. Il percorso di crescita dei cadetti è lungo e accidentato e si mette così alla prova non solo la resistenza fisica ma anche quella emotiva con un rigore quasi d’altri tempi.

Salvo (Ciro Minopoli) è un ragazzo di una casa famiglia che entra nella scuola per scoprire cos’è successo a una persona che gli sta molto a cuore mentre Vincenzo (Biagio Venditti) vuole seguire le orme del padre e indossare la divisa, mentre Camilla (Margherita Buoncristiani), viziata ragazza milanese viene iscritta all’istituto dal padre nella speranza che riceva una dura disciplina.

L’incontro con i protagonisti

Massimiliano Gallo dice che il suo personaggio vive “di disciplina e tradizioni militaresche ma nel racconto si aprono anche crepe e fragilità, il che rende il suo scenario molto complesso. Questo ruolo vive di conflitti interiori perché suo figlio è uno degli allievi”. “Io invece – dice Irene Maiorino – sono il braccio fidato del comandante”. Per l’attrice presentare il progetto al #Giffoni56 è un sogno: “Sono stata due volte giurata del festival e lo scorso anno ci sono tornata per ricevere il premio come migliore rivelazione. Per me è il posto giusto per Minerva: mi sento ancora una giffoner e ricordo di aver visto talmente tanti bei film, che alle scuole medie mi hanno ispirato a diventare attrice”.

Cristiana Capotondi, invece, è l’outsider del gruppo, una civile che guarda esterrefatta la bellezza dell’accademia e che cerca di capire, come dice, la sua interprete, “se le regole imposte abbiano ancora senso o meno oggi”.

Quest’affresco generazionale promette sorprese, colpi di scena e conflitti in un racconto ricco di sfumature alla ricerca di un’umanità forse non ancora perduta.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *