La nascita dei festival cinematografici in Italia: «I festival non moriranno perché sono tutti necessari»

A #Giffoni56 è stato presentato un numero speciale della rivista Cinema e Storia, che vede proprio il Giffoni Film Festival tra i suoi protagonisti. L’uscita raccoglie studi dedicati alla nascita e allo sviluppo dei principali festival cinematografici italiani.

La rivista, come spiega Christian Uva, «nasce nel 2012 da un’idea mia e di Paolo Mattera, con l’obiettivo di condividere le ricerche di studiosi di cinema e di storia. È una pubblicazione annuale che si occupa dell’immaginario cinematografico, dei film, delle condizioni in cui vengono realizzati e del modo in cui possono diventare uno strumento per gli storici. Anche l’immaginario di un film è costruito dai festival. Nel panorama dei film studies esistono ancora pochi numeri dedicati a questo tema. Questa uscita analizza realtà di dimensioni diverse per mostrare la capacità dei festival di nascere, evolversi e rigenerarsi».

Ad approfondire le ragioni della scelta tematica è Marco Dalla Gassa, curatore del numero: «La forma festival nasce proprio in Italia e, nonostante questo, nell’accademia italiana c’è ancora poca attenzione verso lo studio di questi eventi. Eppure i festival sono profondamente legati alla storia culturale del nostro Paese».

Tra gli ospiti dell’incontro anche Mariangela Palmieri, autrice del capitolo dedicato al Giffoni Film Festival, che ha illustrato gli elementi che rendono questo caso particolarmente significativo. «La prima caratteristica è il forte legame con il territorio: nel 1971 Giffoni era un luogo pressoché sconosciuto ai più. Si tratta di un festival nato dal basso, ma sviluppatosi in un terreno fertile. Questa identità territoriale è rimasta una costante nel tempo. Ogni volta che torno qui ho la sensazione di partecipare a una festa di paese, ma inserita in un contesto internazionale».

La ricercatrice ha poi sottolineato come il Festival abbia conosciuto diverse fasi di rinascita: «Il Giffoni Film Festival nasce nel 1971, ma vive una nuova stagione nel 1982, con la presenza di François Truffaut, che gli conferisce una dimensione internazionale. Altre rinascite coincidono con gli investimenti che hanno portato alla realizzazione di nuove strutture. Un ulteriore elemento distintivo è il forte legame con il suo fondatore storico, Claudio Gubitosi, imprenditore culturale prima ancora che organizzatore».

Sul rapporto tra cultura, cinema e territorio, Marco Dalla Gassa osserva: «Un festival nasce, cresce e si radica in uno spazio culturale. La sua identità deve riconoscersi nel luogo che lo ospita, interpretandone bisogni e potenzialità».

Sul futuro dei festival, infine, la risposta dei relatori è unanime: «I festival non moriranno perché sono tutti necessari». Una prospettiva carica di fiducia, condivisa proprio in un luogo che rappresenta, da oltre cinquant’anni, una delle più significative testimonianze della forza culturale e sociale dei festival cinematografici.

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