La musica del Fami racconta l’odissea dei migranti

“Navigare verso una terra dove abitare”. E’ questo il refrain della canzone costruita durante il laboratorio musicale del Fami. Un mantra che i bambini ripetono mentre Lorenzo, 12 anni, autore del testo, la rappa. E’ la storia di un migrante “in viaggio su un barcone con la speranza di raggiungere una terra che lo accolga e lo protegga”.

Sono una ventina i ragazzi che partecipano a questa sessione di laboratorio con i maestri Massimiliano D’Alessandro e Domenico Andria. Si inizia dal groove, costruendo la ritmica e invitando i piccoli ospiti a suonare il campionatore per registrare un piccolo suono.

E piano piano il brano prende corpo fino a diventare canzone. “mi piace molto questo laboratorio” confessa Francesco, 12 anni, di Campagna, otto dei quali passati a studiare la batteria e “da quattro anni la musica latina” confessa. “E’ un corso che mi diverte e mi stuzzica” dice Federico, otto anni e una grande vivacità. “Studio il pianoforte da quando avevo 6 anni ora suono le tastiere”. E’ di Campagna invece Francesco, 12 anni, sassofonista “sono qui perché mi interessa sapere come si costruisce una canzone”.

Alla fine, tutti in piedi a cantare il ritornello e a chiudere urlando al microfono: Fami, Giffoni Fil Festival.

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