Giornata della memoria: tantissimi studenti in sala Truffaut per Wonder – White Bird

Con ventiquattro ore di anticipo sul calendario, Giffoni ha voluto celebrare la Giornata della Memoria, accogliendo negli spazi della Sala Truffaut tantissimi studenti delle scuole Giancamillo Glorioso e Don Milani-Linguiti. Era il 27 gennaio del 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’offensiva Vistola-Oder, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Per non dimenticare la Shoah e i suoi orrori, ragazze e ragazzi hanno assistito alla proiezione del film Wonder- White bird di Marc Forster.

Dopo gli eventi di Wonder, il bullo Julian è stato espulso dalla scuola e cerca di ambientarsi nel nuovo istituto. Sentendolo in difficoltà, la nonna lo sorprende, gli fa visita da Parigi e gli racconta la storia della sua infanzia. Di come lei, giovane ragazza ebrea nella Francia occupata dai nazisti, fu nascosta e protetta da un compagno di classe. Di come la sensibilità e il coraggio di questo ragazzo le abbiano salvato la vita. Di quanto può essere forte il potere della gentilezza, tale da cambiare il mondo. E proprio la gentilezza, intesa come capacità di ascoltare, comprendere ed accogliere l’altro, è stato l’elemento che ha maggiormente colpito la platea degli alunni.

E’ stata una gioia poter essere in questa sala e vedere un film bellissimo. Porterò a casa il valore della gentilezza e della fiducia – ha raccontato un ragazzo – Ci sono tanti spunti che mi hanno fatto riflettere”. Un film che lascia il segno: è stato questo il commento di un’alunna colpita da uno stile narrativo teso a far manifestare la realtà anche nei suoi aspetti più crudi: “E’ stato molto bello lasciarsi accompagnare in questo viaggio di relazione tra i protagonisti. Un percorso contrassegnato dall’immaginazione – ha detto – Penso che sia una lezione importante anche per gli adulti, dal momento che spesso tendono a sottovalutare il potere della creatività”. Stimolati da Orazio Cerino del team di Giffoni, i ragazzi hanno poi discusso di come, nonostante la memoria, la storia tenda a ripetersi in maniera drammatica: è il caso dei conflitti in atto in diversi angoli del pianeta, caratterizzati da lutti e devastazioni che si consumano nella indifferenza generale di chi pensa di non poter essere scalfito dall’orrore. “Imparate una lezione importante – ha sottolineato Cerino – Cominciare ad esprimere le proprie opinioni e a manifestare il proprio pensiero liberamente, così come avete fatto in questa sala, è il primo passo per rivendicare il diritto a essere se stessi e a coltivare il proprio mondo interiore”.

Il film tratto dal romanzo a fumetti della scrittrice newyorkese R.J.Palacio, è una sorta di spinoff/sequel della saga Wonder, un adattamento che si discosta dal filone principale. “Ho voglia di raccontare storie per un pubblico più giovane, affinché capiscano che questi conflitti sono sempre esistiti”, ha spiegato il regista in occasione dell’uscita di Wonder. “È stato interessante quando ho ricevuto la sceneggiatura, erano passati tre mesi dall’inizio della pandemia. E tutti erano già in isolamento. Mi sono ritrovato a leggere di una ragazza nascosta in una stalla. Ho subito pensato: capisco come ci si sente. Ho avuto la fortuna di non essere in un fienile, ma capivo comunque che il mondo intero si sentiva improvvisamente isolato nei propri appartamenti. E all’improvviso mi sono sentito connesso alla storia. Ho pensato però anche che c’erano già molte sceneggiature e molti film sull’Olocausto. Ma ho voluto farlo per far comprendere il potere della gentilezza”.

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