Giornalismo e libertà, la lezione di Pellegrino a #Giffoni55

Il ‘timone’ di giornata della sezione Impact di #Giffoni55 è affidato a Ciro Pellegrino, giornalista napoletano classe 1977, capocronaca di Fanpage. È lui il protagonista di un appassionato incontro nella Sala Verde della Multimedia Valley, la più ‘trasversale’ del Festival: cento ragazzi provenienti da tutta Italia con studi, interessi e storie familiari differenti ma uniti dalla stessa voglia di comprendere – e cambiare – il mondo. Sulla prima pagina del confronto finisce subito l’argomento più attuale: il giornalismo investigativo e la libertà di esercitarlo. “A fine aprile ho scoperto, attraverso un messaggio, che sul mio cellulare era installato un software spia” racconta Pellegrino. “Inizialmente mi sono sentito sconcertato, non arrabbiato né spaventato. Pensavo, speravo fosse uno scherzo. Poi, una volta compreso che era tutto vero, mi sono molto arrabbiato e ho avuto un crollo emotivo”. Un giffoner gli chiede chi abbia deciso di spiarlo. “Non lo so. Le procure di Roma e Napoli stanno indagando” spiega. “Dall’analisi tecnica, condotta da un’azienda canadese, è emerso che il software appartiene a una società israeliana, Paragon. È uno spyware. Costa diversi milioni di euro. E il fatto che qualcuno abbia scelto di usarlo con un giornalista dice molto”. La scrittura, per Pellegrino, non è un’opzione ma una vocazione: “Ho un rapporto particolare, anche di sofferenza, con le parole. Amo scrivere, lo faccio da sempre. Ma non sono un giornalista-star. Sono un giornalista-lavoratore. Faccio una vita normale, e va bene così”. Il legame con la sua città è forte, diretto, totale, per nulla retorico. “Napoli è una città da vivere, figlia di tutti i pregiudizi possibili. Napoli è il mondo intero” annota con parole d’amore Pellegrino, autore del libro Se potessi, ti regalerei Napoli (Rizzoli editore). Che poi si sofferma sulle periferie urbane, sollecitato da una giovane attivista dell’associazione ‘Figli in famiglia’: “Bisogna restare. Aiutare le periferie a crescere, senza abbandonarle mai, nemmeno sul piano narrativo. Chi fa informazione deve tornare, raccontare con continuità. Napoli non è solo il centro. Devi portare tutto nelle periferie, l’orgoglio di essere napoletani tiene dentro tutto”. Il cerchio si chiude su Giffoni:  È una realtà meravigliosa, che ti stupisce e inorgoglisce” afferma Pellegrino. “Non tutti hanno la fortuna, e l’opportunità, di avere una Giffoni nel proprio territorio. Non bisogna mai darlo per scontato”. 

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