Giffoni, l’archivio diventa esperienza viva: formazione, memoria e futuro per gli studenti

C’è un luogo, a Giffoni, dove la memoria non resta ferma sugli scaffali ma prende voce, si trasforma, dialoga con il presente. È il Sistema Documentario “Giffoni 50”, che si apre alle nuove generazioni e si lascia attraversare come un racconto vivo, fatto di immagini, documenti, storie e visioni.

In questo spazio, gli studenti del corso di laurea magistrale in Gestione e valorizzazione degli archivi e delle biblioteche dell’Università degli Studi di Salerno entrano non semplicemente come osservatori, ma come esploratori. Ogni sezione – archivio storico, biblioteca, cineteca, fototeca, emeroteca – diventa una porta su un frammento di storia, un tassello di un racconto collettivo che continua a crescere.

A dare il via a questo viaggio il saluto del direttore generale, Jacopo GubitosiAccanto a lui il fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi, che aggiunge profondità e visione. Il suo racconto attraversa le origini di Giffoni, ne restituisce l’anima, e ricorda come tutto sia nato da un’idea semplice e potente: mettere i giovani al centro. In quell’idea, ancora oggi, si ritrova il senso dell’intero sistema documentario.

Poi la parola passa a Mario Ferrara, che apre le porte del “dietro le quinte” dell’archivio. Il suo intervento è un vero e proprio percorso dentro i processi: catalogazione, digitalizzazione, conservazione e valorizzazione. Ma soprattutto, il modo in cui ogni documento può trasformarsi in narrazione. Non solo dati, ma storie da far emergere.

Gli studenti osservano, ascoltano, ma soprattutto entrano in relazione con i materiali. Scoprono che un archivio non è un luogo statico, ma un laboratorio creativo, dove passato e presente si intrecciano. Qui la memoria diventa linguaggio contemporaneo, capace di generare nuovi significati.

Il Sistema Documentario “Giffoni 50” si rivela così per quello che è: un ecosistema culturale in continuo movimento. Non un contenitore, ma uno spazio attivo di produzione culturale, dove la formazione passa attraverso l’esperienza diretta e il contatto con le fonti.

In questo racconto condiviso, Giffoni continua a fare ciò che lo ha reso unico: dare voce alle nuove generazioni, offrendo loro strumenti per leggere il passato e immaginare il futuro. Perché, tra scaffali e immagini, non si custodisce soltanto memoria: si costruiscono nuove storie.

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