Giffoni Food Show 24 luglio 2025

L’ottava giornata di incontri della sezione Food Ambassador è stata molto stimolante.

I Food Ambassador hanno avuto il piacere di partecipare alla cooking class sui drink analcolici con Danilo Bruno, imprenditore e bartender di “Bar Atelier” a Cava de’ Tirreni.

La sua idea è quella di elevare lo status dell’analcolico, visto da sempre come un drink da “sfigati”, per renderlo un drink alla portata di tutti. Ha sottolineato, infatti, l’importanza dei mocktail (drink senza alcool): è possibile bere drink analcolici quando si deve guidare, non facendo sentire a disagio nessun componente del gruppo, ma sono anche più salutari.

Danilo ha avuto la perspicacia di rivoluzionare il campo della mixology. Ha iniziato il suo percorso evolutivo quando ancora gli si chiedeva di bere in dei “bicchieri da uomo”, ed è stato proprio questo uno degli imput che gli ha fatto capire che andavano cambiate le percezioni sul bere.

I ragazzi hanno assaggiato vari drink analcolici mentre Danilo spiegava loro come sono stati creati. Ciò che hanno notato, da subito, i ragazzi è stato il gusto che ricordava moltissimo i drink alcolici, probabilmente se non avessero saputo che il Workshop era sui drink analcolici, non l’avrebbero intuito.

Danilo, inoltre, ha spiegato loro la differenza tra fermentazione e distillazione. La prima, avviene quando gli zuccheri sono convertiti in alcool e anidride  carbonica dai microrganismi come i batteri, i quali mangiano lo zucchero. Mentre, la seconda consente di separare i componenti di una soluzione sfruttando la loro diversa volatilità (ossia la tendenza di una sostanza a evaporare). È una tecnica di separazione utilizzata per i componenti del miscuglio acqua-alcol, generando un liquido trasparente.

Lo staff di “Bar Atelier” ha previsto le necessità dei suoi clienti prima che gli venissero palesate. Per Danilo “sensibilità” è la parola chiave del suo successo. È necessario comprendere i palati del pubblico per avere successo nel mondo della mixology.

Il secondo Cooking show ha avuto come ospiti i simpaticissimi food creator 2men.1kitchen, conosciuti per creare cibo che è diverso da ciò che appare.

Siccome sono dei creativi non banali, hanno deciso di creare uno spettacolo, mostrando ai ragazzi come creare un sorbetto di sola frutta.

Lo spettacolo è stato regalato dal ghiaccio secco a -72°, talmente gelido che scottava al tatto. il ghiaccio secco, infatti, ha permesso di creare un effetto “nebbia”, facendo sentire i ragazzi a teatro, era come avere una macchina del fumo usata a teatro, ma naturale. In realtà, era consigliato tenere una certa distanza perché era andiride carbonica che si stava sprigionando, motivo per il quale è sconsigliato farlo in luoghi chiusi. Avviene, quindi, un processo di sublimazione: un cambio di stato da solido (ghiaccio) a gassoso (anidride carbonica).

Il sorbetto, quindi, si crea per cessione termica, ossia l’acqua cambia la sua temperatura e il suo stato, in modo estremamente veloce.

Alla fine dello spettacolo, gli ambasciatori hanno potuto finalmente assaggiare il sorbetto di pesce e scorza di limone.

Il terzo Cooking show si è tenuto con il pastry chef e volto televisivo Tommaso Foglia sponsorizzato da In Cibum – Scuola di Alta Formazione Gastronomica.

Tommaso ha deciso di deliziare i palati dei giovani ragazzi con delle mini size di un dolce alla nocciola, con ricotta e agrumi, fatto con il metodo sablée. La caratteristica della pasta sablée consiste nella lavorazione iniziale di soli due ingredienti: burro e farina. In questo modo la farina si impermeabilizza rimanendo friabile. La successiva aggiunta delle uova, mescolate con lo zucchero, completano la lavorazione, rendendo la frolla compatta e, una volta cotta, molto friabile e sabbiosa.

Inoltre, ha spiegato loro la differenza tra un pralinato e un cremoso. Il pralinato è un prodotto che prevede zucchero e frutta secca tostata in pari quantità, il tutto ricoperto dal caramello. Il cremoso, invece, ha una base di crema inglese con pasta di frutta secca, crema della frutta secca in oggetto (composta da olio, latte, cacao e zuccheri).

All’assaggio del dolce, i ragazzi hanno chiesto come fosse fatta la mousse di ricotta. È stata creata con ricotta, zucchero e vaniglia. Per esaltare il sapore, si grattugiano, poi, gli agrumi nello zucchero, in questo modo, gli agrumi si assorbono nello zucchero e quindi in tutta la mousse.

Finita la parte dedicata ai Cooking Show, i ragazzi si preparano per il talk della giornata che ha come ospiti i giornalisti Federico De Cesare Viola e Leonardo

Ciccarelli della redazione italiana della testata internazionale FOOD&WINE.

I due giornalisti si sono dedicati a spiegare un po’ l’evoluzione del giornale, e a come renderlo sostenibile economicamente senza andare in rovina.

Si è parlato del paradosso del giornale online, che guadagna soprattutto grazie ad eventi offline, come le premiazioni o i talk. Il sito, infine, non è altro che la vetrina del brand. Ciò che conta davvero è la connessione umana.

In questi ultimi tempi, soprattutto tra i giovani, si è portata avanti l’idea di essere un po’ più umani, cercando di allontanarsi dalla tossicità del falso che viene mostrata sul mondo social.

Purtroppo, il mondo online, oggi, è molto complicato da gestire, soprattutto per una testata giornalistica così di nicchia come Food&Wine e ogni canale social ha un suo target di pubblico, per questo è essenziale conoscere bene il  proprio brand, il proprio pubblico e adattare lo stile ad ogni piattaforma, altrimenti l’algoritmo non ti aiuterà crescere.

Inoltre, hanno spiegato come utilizzare l’IA per velocizzare e facilitare il lavoro giornalistico. Al contrario di ciò che si vocifera in giro, lo strumento dell’intelligenza artificiale non serve per produrre gli articoli o i testi scritti, ma deve essere usata come strumento affine. È importante scrivere in modo dettagliato il promt per l’aiuto. Ad esempio, Leonardo usa l’IA per cercare il titilo o l’URL migliore per rendere il suo articolo un successo.

L’IA può aiutare il giornalista in questioni tecniche, ma non potrà mai sostituire la scrittura umana e l’approccio sensibile che un essere umano ha nei confronti delle esperienze, delle storie e nella narrazione.

AURORA CICCARELLI – Food Ambassador

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