GIFFONI FOOD SHOW 21 LUGLIO 2025

Il focus dell’incontro è stato il comprendere a pieno come funzionasse un ristorante stellato, come si gestisse la “Stella Michelin” e qualche curiosità tecnica sulla cucina dello chef. Un esempio è il rotavapor, un evaporatore rotante usato per allontanare i solventi da una soluzione del composto interessato, tramite evaporizzazione a bassa pressione. È riuscito a raccontare la sua concezione di cucina e la sua cucina con una tenerezza tale che ad alcuni Ambassador è caduta qualche lacrima. Michele ha spiegato che tutto ciò che ha creato e creerà, insieme al suo team, ha come musa ispiratrice il mondo attorno a lui, e soprattutto le storie. Le storie sono fondamentali per trovare ispirazione. Non devono necessariamente essere racconti di altrettanti chef stellati, ma anche di persone che non sono competenti in cucina. Ciò che più lo ispira sono le narrazioni di vita, per scovare nuovi punti di vista e nuove prospettive. Per sottolineare l’importanza del raccontare e saper apprendere dalle storie altrui, infatti, ha donato ai Food Ambassador un cofanetto contenente un biscotto dedicato a Tim Burton. Il cofanetto, inoltre, conteneva un cartoncino su cui è stata scritta la storia del biscottino, intitolata “Super Ombra: il dessert del piccolo eroe dimenticato”, con un’illustrazione presa da un libro di poesie di Burton. “Super Ombra è il nome di un giovane eroe che nessuno ricorda. Non ha muscoli d’acciaio, non vola, e il suo mantello è fatto di sogni sfilacciati. Vive in un mondo in bianco e nero, dove le emozioni si nascondono tra le ombre e i colori sono un ricordo. Ma ogni notte, quando nessuno guarda, lui salva i sogni dimenticati dei bambini”.

Giunge il momento dell’assaggio. Lo chef stellato ha preparato un risotto ai gamberi, cotto con acqua di pomodoro e una salsa di pomodoro fermentata, mantecato con burro e yogurt. La magia è stata generata all’assaggio, le pupille gustative di tutti ballavano emozionate, e gli occhi di tutti i ragazzi erano lucidi. È stata quasi una chiacchierata tra amici quella tra i Food Ambassador e il terzo ospite del giorno, Lorenzo Prattico alias Pratt Quello, che si è dovuto interfacciare con dei ragazzi che si stavano ancora riprendendo dal precedente incontro commovente. Fortunatamente, Lorenzo, da bravo narratore, ha saputo creare un’atmosfera gioiosa grazie alla sua simpatia, alla sua capacità di interfacciarsi al pubblico e alla sua dote oratoria.

Lorenzo si occupa di divulgare contenuti inerenti al cibo di tutto il mondo ai suoi followers. Più che un food blogger, è un foodteller, siccome narra le storie inerenti al mondo Food e di tutto ciò che lo riguarda. A differenza di altri food blogger, ha deciso di essere totalmente sincero con i suoi seguitori, anche se, in particolare all’inizio della carriera, è stato molto difficile sopravvivere a livello economico. Questo perché i ristoranti non accettavano la sua clausola “sincerità”, quindi non lo assumevano. Così, ha deciso di non accettare più collaborazioni con i locali. Di conseguenza, ha creato un team in grado di supportarlo nei suoi principi. Adesso, infatti, c’è Flavia che si occupa di selezionare i potenziali clienti prima di accettare una collaborazione. Per Lorenzo è necessaria una preparazione adeguata inerente ai topic centrali delle proprie storie (nel suo caso, in particolare del Food). Occorre saper gestire le riprese, studiare le culture gastronomiche che si vanno a provare in giro per il mondo, fare corsi e masterclass, organizzare gli itinerari dei viaggi e interfacciarsi con i clienti. Un’ottima organizzazione è data solo da un ottimo team, composto da 8 persone diverse tra loro ma con l’obiettivo comune di far continuare il sogno di Lorenzo. Quando l’incontro giunge a termine, i ragazzi erano tristi di lasciar andare Pratt Quello, avrebbero voluto continuare a chiacchierare con lui all’infinito, ma era tempo di salutarsi. Finisce, così, la quinta giornata di incontri per la categoria Food Ambassador del #Giffoni55.

                                                                                              Aurora  Ciccarelli

Nel convento di S. Francesco, proseguono gli incontri per i ragazzi della sezione Food. Si parte con Domenico Pastena, vincitore della II edizione del “Campionato della pasta fatta a mano 2025” e titolare del ristorante Pastèna, che racconta ai presenti come la pasta faccia parte della nostra storia dagli albori, poiché uno degli alimenti più lavorati nell’ antichità, oltre al pane. Un tempo la pasta veniva definita “Lagane”, termine che indicava un tipo di pasta larga e sottile e che Domenico ha deciso di portare nei nostri piatti durante la sua cooking class powered by Molini Pizzuti. Le sue tagliatelle sono fatte con un mix di farine: la semola e la 00, spiegando che la prima è più consistente e più lavorabile rispetto la seconda, invitando i giovani ambasciatori a partecipare alla preparazione e stesura dell’impasto. Cita il “Campionato della pasta” come uno dei congressi più positivi in ambito culinario, perché ridà luce alla tradizione e alla manualità. Il suo “Giovedì Santo”, raviolo tricolore chiuso ad elica con ripieno di cozze, vongole e polipo, è uno dei piatti portato durante la competizione e che rende memoria alla Napoli in cui è cresciuto. Ad accompagnare questa presentazione, nella casualità più totale, la sua suoneria di Star Wars, dalla quale si collega per raccontare la nascita del suo format e il suo rapporto con il cinema e la cucina. Dal film “The founder”, capisce di voler diventare primo Chef e con un gioco di parole, Pastena, diventa Pastèna – pasta fatta a Napoli.

Un film di ispirazione per la sua creatività? “Arancia meccanica” di Kubrick, da cui nasce un raviolo fritto con sfogliata di ripieno di arancia fritta. Ma non è tutto, sottolinea che la buona riuscita del suo locale è la presenza del suo team, evidenziando che nel personale sono presenti due ragazze provenienti da un centro di violenza e che attraverso l’accoglienza e la formazione, sono diventate parte della squadra. Ecco dunque, come il tessere relazioni sociali possa costruire qualcosa di grande, insieme.

Loretta Marino

 

Guarda qui la gallery 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *