«Giffoni è vincente». A scuola di cinema con il Progetto Hyping.

Oggi a Giffoni Village la proiezione del corto realizzato dagli studenti del “Santa Caterina – Amendola” di Salerno

 

Il bullismo raccontato attraverso il cinema. È emozionante la proiezione in anteprima a #Giffoni54 del cortometraggio “Oltre le ombre” realizzato nell’ambito del progetto Hyping con gli studenti dell’ Istituto “Santa Caterina – Amendola” di Salerno. Le attività dello Short Movie Lab sono state condotte e coordinate dal team di Giffoni.

 

Un’idea per rendere gli studenti protagonisti, fuori dagli stereotipi, utilizzando i linguaggi della contemporaneità per raccontare il proprio vissuto, attraverso una metodologia didattica che coinvolge i giovani, trasformati in attori, sceneggiatori, registi.

Hyping è il progetto che si occupa di contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, a valere sul PNRR (Missione 5 – Componente 3 – Investimento 3) Interventi socioeducativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore – finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU attraverso l’Agenzia per la Coesione Territoriale.

«La nostra dirigente ha creduto immediatamente in questo progetto rivolto all’integrazione, per permettere ai ragazzi stiano di creare relazioni fondate sul rispetto. Legami positivi», spiega Annamaria Apicella, docente e counselor professionista.

L’Istituto “Santa Caterina – Amendola” di Salerno è una scuola multietnica, con diversi indirizzi di studio. «I ragazzi riescono a creare, proprio per le diverse provenienze, rapporti molto significativi. Desidero ringraziare Giffoni e il progetto Hyping per questo cortometraggio meraviglioso – insiste la professoressa Apicella – A settembre sarà proiettato nella grande aula magna della scuola, per le classi e le famiglie. Un progetto che proseguirà per tutto il prossimo anno».

Gran parte dello short movie è realizzato nei parchi principali della zona orientale di Salerno.

Esperienza meravigliosa, da rifare – afferma Emelyne Monaco, +16 – Molto emozionante, ci siamo scoperti».

«Un’occasione per parlare tra noi, confrontarci e fare nuove amicizie. Abbiamo scoperto il lavoro dietro le quinte della macchina da presa», dice Chiara Cervasio, Giffoner +13.

«Abbiamo preso le idee di tutti, poi ci siamo organizzati, step by step. Il mio ruolo è lanciare il ciak ad inizio ripresa – aggiunge Claudia Accurso + 13 – Un progetto appassionante, mi ha lasciato imparare nuove cose, come realizzare un video, un corto. Ci ha insegnato quanto lavoro c’è dietro al cinema. Giffoni è fantastico, è la famiglia di tutti noi».

Un ampio partenariato, che vede come soggetto capofila la Cooperativa Sociale “Insieme” di Salerno, che fa riferimento ad un contesto territoriale più vasto, comprendendo oltre alla città di Salerno, anche i territori di Pontecagnano Faiano e Giffoni Valle Piana. Insieme, per contrastare la dispersione scolastica, Comune di Salerno – Assessorato alle Politiche Sociali, l’Ente Autonomo Giffoni Experience, Istituto d’Istruzione Secondaria “Santa Caterina – Amendola” di Salerno, Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Salerno, Asd Zona Orientale Rugby Popolare Salerno, associazione DeArt Progetti, Aps Tandem Onlus di Salerno, Fmts Lavoro srl di Pontecagnano Faiano e Formamentis srl.

«È essenziale far raccontare far raccontare il bullismo dai ragazzi, non dagli adulti. Noi, come Festival, gli forniamo gli strumenti dell’arte del cinema, facendoli aprire, in maniera molto sottile – evidenzia il regista Francesco Petrone del dipartimeno produzione di Giffoni – Solo oggi che hanno visto il cortometraggio si sono accorti del messaggio che hanno lanciato, con un leitmotiv anche drammatico. Permettere loro di realizzare questo percorso piacevole è la nostra strategia, come Giffoni, per stare vicino ai ragazzi, per supportarli, abbracciarli e dare una mano a questa generazione».

La fase di formazione ripartirà ad inizio anno scolastico. Gli studenti impareranno il linguaggio cinematografico, le riprese, il racconto del cinema, la costruzione di un film, anche guardando spezzoni e analizzarli. «La storia non deve uscire da noi esperti, ma da loro. Le classi si riuniscono in gruppo, partono dall’idea, costruiscono il soggetto, la sceneggiatura finale e noi li aiutiamo nelle riprese», prosegue il regista.

Giffoni esce fuori dalla cittadella, arriva nelle scuole, tra i ragazzi, nelle aree più periferiche. Sono centinaia i progetti del Festival: «Siamo stati in Sardegna, Veneto, Calabria, Basilicata, Lazio. L’emotività che esce dai ragazzi è sempre la stessa, dal nord al sud. Il progetto di Giffoni è vincente».

«Con Hyping vogliamo dare uno spazio ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni, in una fascia d’età difficile. Per esprimere i loro disagi ma anche le loro potenzialità. Lanciamo piccoli sassolini, per far sì che i ragazzi che hanno partecipato con grande impegno possano essere di esempio e ambassador per gli altri, piantando semi nella vita dei coetanei più sfiduciati», evidenzia Roberta Sorrentino, rappresentante della Cooperativa sociale Insieme.

Insiste sulla necessità di abbattere gli stereotipi Maurizio Caporaso, della Cooperativa: «Avevamo l’urgenza di entrare in contatto con i ragazzi, così lontani da noi dal punto di vista generazionale. Oggi i nostri giovani sono consapevoli di poter comunicare quello che hanno dentro e raggiungere i loro coetanei, coinvolgendoli in questa dinamica virtuosa di espressione del sé».

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