“GAZA? STIAMO CHIEDENDO AL GOVERNO ISRAELIANO DI FARCI RIENTRARE”: COSÌ VALASTRO, PRESIDENTE DELLA CRI, NELL’INCONTRO CON LA IMPACT!

Premio Ercole per Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana, ospite della sezione Impact!, per “il suo instancabile impegno umanitario, testimone di un’Italia che protegge, accoglie e non si arrende”. Un incontro partecipato quello con i giffoner, su temi che vanno dalla disastrosa situazione umanitaria a Gaza al cambiamento climatico, passando per l’emigrazione.

“Sono contento di essere qui, davanti a una platea di giovani. I giovani si dice che sono il futuro. Per me è inaccettabile. Perché sì, sono anche il futuro, ma i giovani sono soprattutto il presente. L’errore più grande che noi adulti facciamo è parlare di giovani e non parlare con i giovani”: inizia così l’incontro di Valastro con i giffoner della Impact!. La loro presenza ispira il presidente della Croce Rossa Italiana, rievocando dei ricordi: “Questo incontro mi ricorda l’assemblea di istituto di oltre 30 anni fa quando nel mio liceo venne la Croce Rossa e io decisi di diventare volontario”. Una scelta fatta da giovanissimo: “Inizio la mia vita da volontario delle Croce Rossa Italiana quando compio 18 anni, sono volontario da più di 32 anni – racconta Valastro – Ho lottato molto perché la nostra diventasse un’associazione inclusiva”.

Diversi i temi oggetto delle domande. A iniziare dalla crisi climatica e dal ruolo della Croce Rossa. “Siamo in una fase in cui non ci possiamo preoccupare più solo della prevenzione ma ci dobbiamo occupare della mitigazione, cioè di mitigare gli effetti che i cambiamenti climatici hanno su di noi”, afferma Valastro. Tutto questo anche per via del fatto che troppo spesso “qualcuno ha messo in dubbio il cambiamento climatico”, rimandando il problema. “Oggi siamo in una fase già avanzata”, sottolinea. Non mancano i progetti della CRI, ad esempio, “per dotare le case delle persone anziane di climatizzatori. Ma poi – aggiunge – serve pagare le bollette”. Né mancano azioni di informazione e di formazione della popolazione ad affrontare determinati eventi e situazioni, anche in collaborazione con altre associazioni, come Legambiente.

Al centro del dibattito, anche la criminalizzare delle organizzazioni non governative. “Negli ultimi dieci anni c’è stata una sorta di involuzione nei confronti di chi aiuta gli altri. Aiutare gli altri prima era considerato un atto da lodare, oggi quasi un atto da fessi”. Insomma, “chiunque portava aiuto ha iniziato a essere guardato male”. Eppure, dice, “noi abbiamo cercato di sottolineare davanti ai governi, inutilmente, che il portare aiuto risponde non solo al principio di portare amore alle proprie comunità, ma anche al rispetto delle convinzioni di Ginevra”. Il riferimento è anche al portare aiuto a chi arriva dal mare, sempre “in base a convenzioni che gli Stati hanno firmato. Parliamo, cioè, di impegni che lo Stato ha preso”. E invece. “Invece, quanto ai migranti, è passata l’idea che chi viene è un fannullone e chi aiuta sta aitando fannulloni. Niente di più falso”. Valastro ricorda che la Croce Rossa Italiana è presente nei porti di diverse città, “a Lampedusa e non solo. Quando arrivano quelle persone, le situazioni di violenza a sconforto che ascoltano volontari e operatori sono tante. Prendersela con chi aiuta è incomprensibile non solo sotto un profilo umano, ma ancora prima sotto un profilo logico”.

Il discorso arriva inevitabilmente alla situazione in corso nella Striscia di Gaza. È troppo tardi? “Non è mai troppo tardi perché qualcuno possiamo salvarlo – dice -.ma quello che sta succedendo quasi nel silenzio istituzionale è irrazionale”. Valastro sottolinea come non sia vero che “tutto è concesso in guerra”, ricordando che esistono regole anche per la guerra secondo il diritto internazionale. “Nella Striscia di Gaza è iniziato qualcosa che va fuori dalle regole. Ovviamente va fuori dalle regole l’attacco di Hamas e il fatto che Hamas abbia torturato e tenga ancora in ostaggio le persone. Ma è fuori dalle regole attaccare la popolazione civile addirittura mentre sta andando a prendere gli aiuti umanitari. È fuori dalle regole non consentire alla Croce Rossa di portare aiuti. È fuori dalle regole bombardare ospedali: attaccare un ospedale ha come scopo solo creare sofferenza ulteriore”. Valastro è chiaro: “Non credo che ci possiamo assuefare a una cosa del genere, non credi sia possibile. E se lo credessi dovrei togliermi l’emblema che porto e fare un’altra cosa”. Il presidente della CRI rimarca come al momento sia “tutto bloccato. Ma – dice – stiamo cercando di spingere il governo israeliano a farci rientrare. Lo stiamo facendo in silenzio”. Qui la differenza con le Ong: “Loro legittimamente denunciano. Noi abbiamo scelto di fare la parte dell’aiuto, senza denunciare né schierarsi. La causa è la stessa, la dignità dell’uomo”.

 

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