“Garuda – Dare to Dream” insegna ai piccoli giurati che il vero talento nasce dal coraggio

Cosa rende davvero speciali? Un dono straordinario o la forza di non arrendersi mai? È attorno a questa domanda che si sviluppa “Garuda – Dare to Dream” di Ronny Gani, film in concorso per gli Elements +6, perfettamente in sintonia con il tema che accompagna la 56esima edizione del #GiffoniFilmFestival. Il protagonista è Putra, un ragazzo di 13 anni affetto da asma che coltiva un sogno apparentemente irraggiungibile: giocare nella Nazionale indonesiana di calcio. Nonostante il fisico gracile, gli insuccessi e le prese in giro del coetaneo Aldo, Putra continua a inseguire il suo obiettivo. Dopo un improvviso malore, il ragazzo si ritrova in un regno magico dove incontra Gaga, uno spirito Garuda che gli affida una misteriosa maglia capace di donargli forza e abilità straordinarie. Ma il vero insegnamento arriverà quando scoprirà che nessun potere può sostituire il coraggio, l’impegno e la fiducia in se stessi. Ad accompagnare la proiezione è stato il regista, accolto con entusiasmo dai piccoli giurati. «Guardare il film con voi e vedere tutte le vostre reazioni ha fatto sì che tutto questo viaggio ne valesse la pena» – ha raccontato, visibilmente emozionato, aprendo un dialogo ricco di curiosità e riflessioni. Le domande dei piccoli #jurors hanno toccato ogni aspetto del film, dalla realizzazione tecnica alla storia, fino ai suoi significati più profondi. Gani ha spiegato di aver scelto come protagonista un ragazzo asmatico proprio per trasmettere un messaggio di speranza: «Nessuno nasce vincitore, ma possiamo sempre diventarlo andando oltre i nostri limiti». Un invito a non lasciarsi definire dalle proprie fragilità, ma a trasformarle in forza. Grande curiosità anche per il lungo lavoro di produzione: il film ha richiesto tre anni di lavorazione e il contributo di oltre cinquecento artisti e grafici. I personaggi sono stati inizialmente disegnati a mano, per poi prendere vita grazie ai software di animazione. Ambientare la storia in Indonesia è stata una scelta naturale: il progetto era nato pensando ai bambini del suo Paese, ma il regista ha confessato con soddisfazione che il racconto è riuscito a parlare a un pubblico universale. Tra le domande più apprezzate, quelle dedicate alla misteriosa maglia magica. Gani ha spiegato che il suo colore cambia in base all’animo di chi la indossa: il rosso rappresenta l’energia e la passione di Putra, mentre il nero riflette l’egoismo di Aldo. Una magia che, però, ha soprattutto uno scopo educativo: aiutare il protagonista a scoprire che la vera forza è già dentro di lui. «Alla fine Putra riesce a farcela anche senza la maglia» – ha spiegato, sottolineando che il messaggio più importante è imparare a credere nelle proprie capacità e nelle persone che scelgono di sostenerci. Gani ha inoltre rivelato di essersi ispirato alla propria esperienza personale: come Putra, anche lui ha dovuto affrontare molte difficoltà per trovare il suo posto nel mondo dell’animazione. E proprio per questo il personaggio a cui è più legato resta il giovane protagonista. Guardando al futuro, il regista non esclude nuove avventure: oltre a un possibile sequel, si stanno valutando anche un videogioco e una serie televisiva. I piccoli giurati hanno seguito con partecipazione ogni risposta, condividendo emozioni e riflessioni. «Mi è piaciuto molto il film perché il protagonista continua a migliorare anche dopo essere caduto» – ha commentato Angelo, cogliendo perfettamente il cuore della storia. Un altro momento molto apprezzato è stato il finale: «Hanno vinto unendo le forze, proprio come dovrebbe fare una squadra». Un lungo applauso ha salutato Ronny Gani, chiudendo un incontro ricco di entusiasmo e lasciando nei giovani #Giffoners una convinzione destinata a durare: la magia più grande è credere nel proprio valore.

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