Futuro Solare: dalla Sicilia una storia visionaria e appassionante in nome dell’ambiente

Innovazione, sostenibilità, economia circolare. Futuro Solare è il desiderio di un mondo migliore, prima che un’associazione speciale. Nata nel 2006, questa Onlus riunisce ricercatori, studenti e docenti di università e istituti tecnici siciliani, che insieme progettano e producono prototipi di automobili elettriche.

Con i ragazzi di Impatto Giovani ne hanno parlato il team manager Vincenzo Di Bella, la dott.ssa in Scienze Sociali Lucia Giglio, la dott.ssa in Ingegneria Chimica e Biochimica Lorenza Cannistraro e lo studente dell’Istituto Tecnologico Enrico Fermi di Siracusa Francesco Zanchi.

“Siamo un gruppo di pazzi, perché solo con un po’ di pazzia puoi pensare di riuscire a realizzare dei prototipi di questo tipo con pochissimi fondi a disposizione. Il nostro obiettivo non è commercializzare, ma fare ricerca e contribuire ad un mondo migliore, per questo mettiamo insieme tutte le nostre competenze. Coltiviamo l’arte di arrangiarsi e di non scoraggiarsi, che tanto ci è stata cara anche nell’esperienza che siamo riusciti a fare in Australia”.

In effetti, tra i risultati più entusiasmanti del team siciliano vi è stata la partecipazione alla World Solar Challenge, la più importante competizione a livello globale in questo campo che si svolge ogni due anni.

“Siamo nati con l’idea di non far andare via i nostri talenti e tentare di diventare cerniera tra il mondo della formazione e quello dell’industria dell’automotive. Facciamo una cosa difficile in una terra difficile, ma non ci accontentiamo soltanto di sognare e, inseguendo il sole, cerchiamo di realizzare un po’ di cose”.

Il futuro delle automobili elettriche e sostenibili, i materiali riciclati, il sogno di potersi spostare senza inquinare: la storia di Futuro Solare e del prototipo Archimede 2.0 ha appassionato la sezione più trasversale del #Giffoni54.

Realizzata in fibre di carbonio, di canapa e di altri materiali riciclabili, questa automobile è riuscita a percorrere 3 mila chilometri con la sola forza del sole. 

Riciclabile a sua volta per ben l’80%, si tratta di un progetto su cui si continua a lavorare con la speranza di poter ripetere l’esperienza australiana nel 2027.

“Ci sono tanti Istituti di ricerca che stanno lavorando ad autovetture solari, assieme a loro altre realtà come la nostra, ma penso che le vedremo per strada soltanto tra dieci anni. C’è bisogno di sostegno, anche morale, per andare avanti. Si tratta non solo di risultati importanti per la collettività, ma anche di esperienze preziose per i nostri ragazzi che sono riusciti a mettere in pratica ciò che hanno studiato e a confrontarsi con altre straordinarie realtà internazionali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *