Federico Ferri: “Grazie per Giffoni Sport”

Comincia fra emozioni e ricordi il talk con Federico Ferri, che da subito ci ha tenuto a ringraziare Giffoni per aver dato vita a questa prima edizione di Giffoni Sport, a cui Sky sta dando il proprio supporto in qualità di media partner. Il direttore si è detto molto contento di essere qui a questa prima inedita edizione di questa nuova branca del festival. Parlando del primo approccio con il festival, Ferri ha scelto la parola “energico” per definirlo: “qua c’è una grande energia, è bello parlare con tanti ragazzi. Mi è piaciuta molto questa iniziativa del Giffoni Sport, il fatto di portare anche lo sport e il suo linguaggio al pubblico del Giffoni. Si incontra la passione dello sport con l’entusiasmo di tanti ragazzi”, cosa che il direttore ha apprezzato profondamente.

L’incontro è iniziato con la visione di un filmato di produzione proprio di Sky Sport, con cui assieme al direttore gli ambassador hanno rivissuto solo alcune delle numerose emozioni che Sky è riuscito a trasmettere nei suoi 21 anni di storia. Ferri si è anche detto emozionato nel riguardare il filmato proposto, grazie al quale ha ricordato per l’ennesima volta la fortuna che ha di poter lavorare con quello che ha definito un “dream team, dove ti rapporti sempre con gente più brava di te”.  Un altro aspetto che è stato molto apprezzato dal nostro ospite è stata la capacità di avvicinare due linguaggi come quello dello sport e del cinema in questo festival, in un’epoca in cui questa vicinanza tra i due mondi diventa sempre più forte.

Dopo aver visto il filmato, il direttore ha ripercorso brevemente il percorso che lo ha portato nel ruolo in cui si trova oggi, raccontando una carriera partita dalla scrittura e che è arrivata nel 2005 a Sky, dal quale però se ne sarebbe voluto andare dopo pochi mesi. Ferri ci ha anche raccontato che nel periodo di Calciopoli, caso che lui stava seguendo da vicino, è stato inviato al mondiale di calcio in Germania, di cui noi tutti ricordiamo piacevolmente l’esito e che per Sky è stato uno spartiacque: “il mondiale 2006 è stato la svolta per Sky, dopo quell’evento è nata la volontà di dare un’offerta diversa, creando un contenuto fruibile tutto il giorno per gli abbonati”.

É quindi nato così quel modo molto immersivo di seguire l’evento che oggi contraddistingue Sky. Parlando proprio di questo metodo di racconto che differenzia ed eleva Sky, il direttore si è soffermato su quello che è il cuore pulsante della redazione, ovvero gli eventi veri e propri: “il cuore di Sky sono gli eventi e noi veniamo sempre dopo di loro, che sono ciò per cui la gente lo guarda”. In virtù di ciò il direttore ha portato proprio gli estratti degli eventi che Sky appunto segue e seguirà, a partire dalla prossima inedita Champions League. In occasione di questo il direttore ha evidenziato che “per una tv di eventi, una delle cose più belle è pensare a progetti nuovi”.

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