FABIO MARESCA ALLA IMPACT!: “LA VIOLENZA SUGLI ARBITRI È INACCETTABILE. SIAMO UMANI ANCHE NOI E COME TALI POSSIAMO COMMETTERE ERRORI”

Rievoca il tema di #Giffoni55, “Becoming human”, per ricordare che anche gli arbitri sono “being human”, esseri umani. E, in quanto tali, possono commettere errori. L’arbitro di calcio Fabio Maresca, in un incontro powered by Lete, si confronta con la sezione Impact! senza sottrarsi alle domande e alla curiosità dei giffoner. E portando a casa, come portafortuna, il Grifocorno. “Grazie, ne ho bisogno!”, sorride.

Tante le domande della sala all’arbitro internazionale Fifa. A iniziare dallo stop di sei mesi nel corso dell’ultimo campionato a causa di un infortunio: “Cosa mi ha insegnato questo stop? Il voler godermi di più e appieno quello che in tanti anni mi è sembrato normale. Quando sei in un certo vortice – spiega – diventa quasi normale passare da San Siro a Monaco, da un derby all’altro. Invece, quando sei fermo tutto questo manca. Quindi mi sono detto che al rientro mi sarei goduto di più quello che ho avuto la fortuna e un po’ la bravura di conquistarmi”. E ancora: “Non è facile stare fermo. Però penso di essere un uomo e un arbitro molto fortunato”.

Diverse le curiosità riguardo alle innovazioni tecniche che vanno a impattare con il ruolo dell’arbitro. A iniziare dalla spiegazione delle decisioni arbitrali vista nel Mondiale per club. “Come classe arbitrale siamo sempre aperti a tutte le novità, sempre favorevoli a quello che può rendere la fruizione del prodotto calcio più godibile”. E precisa che “questa ipotesi non si è realizzata in coppia Italia solo perché non c’è stato bisogno, sono stati bravi i miei colleghi”. Stessa apertura verso il Var: “Non ha neanche 10 anni. Di qui a quando avrò smesso le evoluzioni saranno tante”. E non chiude alla possibilità neppure del Var a chiamata: “Se questo sarà il percorso lo affronteremo senza nessun problema”. Tuttavia, al di là degli strumenti a disposizione, Maresca evidenzia come dietro ogni decisione ci sia sempre l’uomo. Tanto più nel calcio, sport in cui l’uniformità di giudizio è assai complessa. “Due episodi simili e due valutazioni diverse? Due episodi proprio uguali è quasi impossibile che avvengano – risponde alla domanda di un giffoner – C’è sempre una sfumatura calcistica diversa”. Maresca ammette che “l’obiettivo degli arbitri è avere tutti la stessa risposta su famiglie di episodi. Però – spiega – se in altri sport, come il tennis, si discute sul segno lasciato dalla pallina sul campo, è chiaro che nel calcio ci sarà sempre una sfumatura che farà sì che il pensiero di due tifosi o di due arbitri sarà diverso”.

Nel corso dell’incontro emergono anche le differenze tra l’Italia e i paesi esteri quanto al ruolo dell’arbitro e alla percezione del calcio. “Ogni campionato ha le sue peculiarità, fatte della cultura sportiva di quel paese – dice – Ma la bellezza delle competizioni Uefa è che si respira un’aria diversa, una magia che tutti vorremmo sempre vivere perché sono dei momenti in cui quasi si celebra lo spettacolo del calcio. È sempre molto belle ed emozionante vivere quelle atmosfere”. Quanto alla figura dell’arbitro, invece, sottolinea che “sicuramente c’è grande attenzione alla figura dell’arbitro in Italia. In altre nazioni – racconta – quando c’è la designazione di una partita top quasi non si sa chi andrà ad arbitrare. Invece in Italia non è così”. E fa notare, infatti, che “l’arbitro è ricordato non per le partite buone che ha arbitrato ma per quelle che ha sbagliato”. Insomma, “ci ricordano per gli errori”, ammette. Tuttavia, “quando scendo in campo – assicura – il pensiero è rivolto sempre alla partita, all’evento tecnico. Tutto quello che è intorno sparisce”.

Tra gli altri temi affrontati, quello della difficoltà persistente di molte persone gravitanti intorno al mondo del calcio, a iniziare dai calciatori, a fare coming out rispetto alle sue tendenze sessuali: “Il tema LGBTQ+ è un tema delicato. Per quanto mi riguarda, non cambia niente. È una cosa assolutamente normale. Anzi, nel 2025 porci questo problema mi sembra strano, antipatico. Mi sembra un tema un po’ antico da affrontare. Però capisco anche che a volte ci facciamo fuorviare, quanto ai social, dai commenti negativi degli haters”.

Infine, non mancano le sollecitazione dei giffoner sulla questione delle minacce e delle violenze indirizzate agli arbitri. “È un tema che mi sta molto a cuore – dichiara Maresca – Nei tre anni in cui sono stato presidente della sezione arbitri di Napoli, sono state tante le aggressioni subite da ragazzi spesso minorenni in categorie giovanili, dilettantistiche. Categorie in cui i giovani dovrebbero formarsi. Tante violenze avvengono a volte a opera dei calciatori stessi. Altre volte capita che i genitori intervengano”. La sua condanna è perentoria: “Questa cosa non possiamo accettarla non solo come arbitri, ma come società”. E conclude: “Siamo esseri umani, come il motto di #Giffoni55, quindi un errore possiamo commett

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