Dipendenze, Pichini ai ragazzi di Impact!: “Siate mediterranei, imparate a essere indipendenti”.

Imparate a essere indipendenti”. E’ questo il messaggio lanciato da Simona Pichini, direttrice del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità ai ragazzi di Impact! questa mattina. “Dove nasce la dipendenza e dove io spererei ci fosse indipendenza – spiega la Pichini – in una parte del cervello che si chiama nucleus accumbens dove ci sono i ricettori della dopamina. La nostra dopamina si libera normalmente come una piccola pioggia quando si viene stimolati così come avviene per la serotonina. Ora, l’uso di sostanze crea invece un temporale e come ogni temporale, lascia danni. E dunque, qual è il segreto per combattere la dipendenza? E’ l’indipendenza”. L’incontro si inseriva nell’ambito del progetto Impatto Giovani, seconda edizione del ciclo di incontri co-finanziato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili ed il Servizio Civile Universale.

In particolare, i giffoner di Impact! hanno sottoposto alla Pichini i numeri di uno studio sulle dipendenze costruito attraverso un questionario, soffermandosi in maniera particolare, sulla Ludopatia e nello specifico sulla possibilità di accesso al gioco d’azzardo attraverso il web. Un fenomeno questo “che coinvolge soprattutto i ragazzi più giovani” spiega Manuel così come la pubblicità, soprattutto in ambito sportivo, “di siti di news che in realtà rimandano a siti di scommesse”. E le stesse tecniche vengono utilizzate “anche nei video games, con l’unico scopo di far spendere soldi ai giocatori” aggiunge Francesco. Tecniche forvianti “che fanno da apripista al futuro gioco d’azzardo”. E questo, sottolinea Brunella “spinge molti ragazzi a indebitarsi e a commettere reati per poter pagare i loro debiti”.

Ma tra le altre dipendenze, quella da dispositivi digitali è sicuramente la più diffusa. “Mi sono accorta – spiega Margherita – che fin dalle prime classi delle scuole primarie i bambini arrivano a scuola con i cellulari” e dunque, “credo che bisogni iniziare da subito, percorsi di sensibilizzazione”. Ludopatia, sesso, shopping, a parlare sono i numeri. Il 44,7 per cento è schiavo dei dispositivi digitali; il 27% dalla pornografia, il 26,6 ha un rapporto non sano con il cibo; il 21% è vittima di shopping compulsivo e così via.

Non solo i comportamenti, ma la dipendenza è soprattutto quella da sostanze. E questo la  Pichini lo sa benissimo: “Due sono quelle vendute legalmente: alcol e tabacco. Entrambe sono una fonte di reddito per lo Stato e per questo sono vendute. Si inizia a bere e fumare per essere accettati dai pari – spiega la direttrice – e questo significa avere una debolezza”. Certo, aggiunge la Pichini in “Italia siamo messi meglio rispetto agli altri paesi europei, perché la nostra cultura mediterranea ci aiuta”. Che significa? “Significa che non beviamo per ubriacarci, come avviene in molti Paesi del Nord Europa”. Di qui l’invito ai ragazzi “Siate mediterranei, siate indipendenti”.

 

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