Come conoscere le proprie emozioni e i propri talenti con il Laboratorio di Teatro FAMI

 

La musica fluisce, sulle note di Lucio Dalla e delle grandi sinfonie della classica, facendo da sottofondo al Laboratorio di Teatro, promosso da #Giffoni54 in sinergia con il FAMI, il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, gestito dal Ministero dell’Interno con l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e rimpatrio.

Sono quattro i laboratori dedicati alla musica, alla scrittura creativa, al teatro e alla web education, che ogni giorno si alternano al Giffoni Village, indirizzate ai ragazzi di età compresa tra i 10 ed i 18 anni.

È tutto concentrato sulla corporeità e sulla possibilità di imparare a riconoscere le proprie emozioni il Lab di teatro. L’uso della voce e il corpo immerso in uno spazio diventano veicolo per recuperare il legame con se stessi e con gli altri. Un angolo creativo per imparare a sentire ogni vibrazione dell’essere: sensazioni spesso sconosciute o inespresse, in una società sempre più alienante e digital.

Tutti in cerchio o sdraiati per terra, per sentire il proprio respiro e l’energia vitale del corpo in tensione nello spazio scenico.

«Attraverso i laboratori mi sto mettendo in gioco dando tutto me stesso, cercando di essere più estroverso possibile, di conoscere gli altri osservando i loro movimenti – dice Cristian D’Andrea, di Pomigliano D’Arco, 15 anni e per il secondo anno consecutivo al Festival – Attraverso i vari progetti di teatro e scrittura creativa stiamo sperimentando gli altri attraverso il corpo e i gesti, percepire nuove emozioni e darne. Essere a Giffoni per me è una grande opportunità di conoscenza tra giovani e una straordinaria occasione di divertimento e nuove esperienze da vivere».

Si cimenta già nel teatro Alice Antignano, Giffoner +13: «Il laboratorio mi permette di apprendere nuove tecniche teatrali e nuovi mondi. Giffoni è unione e il Fami la rappresenta alla grande, perché parla di integrazione culturale e incontro. Significa conoscere tante persone nuove, tante personalità dello spettacolo e vivere dieci giorni magici».

Un obiettivo ambizioso per il Lab che si propone come finalità ultima l’accettazione di se stessi, ma anche la capacità di esprimere i propri talenti: un percorso di scoperta delle proprie vocazioni, in un ambiente libero da qualsiasi pregiudizio. Semplicemente liberi di essere.

«Il laboratorio si chiama “Io ascolto”, con una funzione educativa essenziale all’interno dello spazio FAMI che parla di integrazione.  Lo scopo è la conoscenza del sé e dell’altro, e dell’altro dal sè – sottolinea l’attrice e tutor Anna Rapoli – La disciplina della recitazione prova ad inglobare l’esigenza della contemporaneità, dell’integrazione e dei popoli migranti».

La libertà è uno delle conditio sine qua non su cui si fonda l’attività artistica. «I ragazzi rispondono bene, con la formazione di un gruppo estemporaneo, ogni giorno diverso. Anche gli esercizi si trasformano, in relazione al background culturale e all’età dei ragazzi – continua la tutor – È un viaggio sulla corporeità per imparare a percepire l’altro, armonizzandosi.   Gioco molto quelle percezioni. Beh, oggi stiamo giocando molto conquista perché sono degli adolescenti. Giffoni mi riempie di gioia, perché è uno sguardo verso l’apertura totale, nello scambio continuo tra giovani e adulti. È un ‘do ut des’ continuo ed io mi riempio di questo scambio, di questa osmosi ogni giorno».

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