Bonucci ai giffoner: “Se avete un sogno credete in voi stessi. La strada giusta la sentite dentro”

L’ex difensore della Juventus si racconta alla Impact!: “Mio figlio è il mio eroe. Mi ha insegnato a non mollare mai”.

 

“Sono qui per ascoltare i sogni della vostra generazione e raccontarvi i miei, forse scopriremo che sono gli stessi”. Leonardo Bonucci non nasconde la sua emozione ai ragazzi di Impact!. “Mi emozionavo di meno a entrare in uno stadio con 80mila persone che a essere qua, oggi, a rispondere alle vostre domande. Non si smette mai di imparare e questi incontri per me sono motivo di crescita”. Il difensore che è stato uno dei simboli della Juventus degli ultimi anni è chiaro: “Questo per me è un punto di svolta della mia vita. Mi metto qui con l’esperienza del quasi quarantenne ma con la voglia di prendere da voi gli insegnamenti che ragazzi della vostra età mi possono dare”. L’obiettivo è diventare “un allenatore vincente, perché non ho un bel rapporto con la sconfitta”.

Sono tante le riflessioni che, partendo dallo sport, Bonucci affida ai giffoner in una sala blu gremita. A iniziare dal racconto che portò la nazionale italiana alla vittoria, nel 2021, dell’Europeo: “È stata una preparazione molto difficile perché a marzo 2020 si è fermato tutto. Lì sono stai bravi Mancini e Vialli. Facevamo dirette zoom e ci trovavamo a chiacchierare e a raccontarci le giornate. Questo ha iniziato a fare gruppo. Poi ci siamo ritrovati dopo la riapertura degli stadi e abbiamo iniziato a essere consapevoli che si stava creando un gruppo importante: A maggio 2021 il gruppo era ben delineato. Ci ha aiutato molto prenderci una settimana un Sardegna tutti insieme. Stavamo bene tra noi e volevano trasmettere tutto anche fuori. Per sette partite ci è riuscito molto bene. Abbiamo regalato a tutti gli italiani qualche giorno in cui ci si è dimenticati dei problemi che stavamo vivendo”. Bonucci rievoca anche il suo giorno di addio al calcio: “È stata una bellissima giornata, anche se poi c’è stata la perdita dello scudetto in Turchia. Ci sono stati altri momenti belli per me durante la carriera, ma quel momento è quello in cui mi sono sentito apposto con me stesso”. Del resto, spiega che alle “scadenze di deve poi pensare come a un nuovo inizio”.

Diverse le considerazioni sul proprio modo di essere e di affrontare le sfide della vita: “Ho sempre creduto molto in me stesso, ed è quello che invito a fare tutti quanti. Ragazzi, se avete un sogno credete in voi stessi, tanto la strada giusta voi la sentite dentro. Dentro di noi – insiste – ognuno sente che quella è la strada giusta e quell’altra la strada sbagliata. Vi invito a parlare con voi stessi: ascoltatevi, dentro ognuno di noi c’è già la risposta”. Non manca un passaggio sull’insegnamento tratto dalla malattia del figlio: “L’eroe è stato mio foglio – racconta emozionato – Abbiamo vissuto un momento di difficoltà che non auguro a nessuno e lì ho capito l’importanza della vita. Quando non sai se tuo figlio, quando esce dalla sala operatoria, lo puoi ancora salutare, allora capisci che le cose che succedono nello sport possono dare soddisfazione o tristezza ma mai quanto la possibilità di vedersi portar via un affetto così importante. Lui mi ha insegnato a non mollare mai”.

La vicenda del calcioscommesse che ha riguardato i calciatori Tonali e Fagioli è l’occasione per un’altra riflessione: “Ognuno di noi attraversa momenti di difficoltà. La cosa importante è non vergognarsi di chiedere aiuto – afferma – Quando si entra nel mondo della dipendenza chiedere aiuto sembra segno di debolezza, invece è grande segno di intelligenza”. E racconta: “Nella mia vita ho avuto momenti di difficoltà e ho chiesto aiuto a figure professionali che mi hanno aiutato. Quando ho avuto problemi con mio figlio ho chiesto aiuto a uno psicologo. Non bisogna vergognarsi. È forte colui che chiede aiuto”.

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