Becchetti e Sciarelli, due economisti per la Impact: “La felicità è essere generativi”.

La felicità è essere generativi”. Il professore Leonardo Becchetti, economista e docente presso l’Università “Tor Vergata” di Roma, prova a contrastare il pessimismo che si leva dalla Sala Blu, dalle ricerche fatte dai ragazzi della sezione Impact. Ma che significa essere generativi? Il prof prova a spiegarla così: “Quanto più quello che voi fate ha un impatto positivo su altre persone tanto più siamo felici. Noi vogliamo essere generativi perché l’uomo ha bisogno di senso e di riconoscimento”.

Lo studio dei ragazzi nasce dalle risposte somministrate ai giovani attraverso l’App 10 – Carta Giovani Nazionale tra il mese di maggio e giugno su alcuni temi che riguardano le caratteristiche personali, generazionali e territoriali del mondo giovanile. A rispondere poco più di 38mila ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Tra i dati emerge che il 22 per cento è insoddisfatto delle condizioni lavorative o del percorso di studio intrapreso. L’altro dato inquietante è che oltre il 66 per cento ha la sensazione di non essere apprezzato o vive disallineato tra desideri e vocazioni. Le donne soffrono in percentuale maggiore rispetto agli uomini e di conseguenza, questo tipo di situazione crea attacchi di panico, stress o blocco degli studi. In questo si registra l’assenza delle istituzioni nel supporto all’orientamento mentre la famiglia e gli amici riescono a essere il rifugio necessario.

Per Becchetti tre cose sono importanti: “L’orizzonte, la piccozza e il navigatore”. L’orizzonte è facile intuire che si tratta del traguardo che sogniamo di raggiungere, ma ovviamente “non vi fissate con il primo sogno” perché “la felicità è anche gestione delle aspettative”. Questo significa “saper scegliersi il traguardo” e per sapere dove piazzare l’asticella, Becchetti consiglia di avere lo spirito dell’atleta paralimpico. 

L’atleta paralimpico – spiega – ci dice tutto sulla felicità, perché la vita è fatta anche di vincoli che non si possono superare e lo spirito dell’atleta paralimpico è quello di una persona che non si piange addosso, ma a partire dal suo vincolo, ogni giorno si sforza per dare il massimo”.

E veniamo alla piccozza. Che per il prof significa “che nessuno vi regala niente. La vita è faticosissima”. Come sosteneva l’economista Tibor Scitovsky “nella vita esistono i beni di confort e quelli di stimolo. La vita ci inganna, i beni di confort sono quelli che ci danno soddisfazione a breve ma ci distruggono, creano dipendenza. Al contrario, il bene di stimolo è quella cosa per la quale devi lavorare per ottenerla. Scitovsky spiega benissimo, e i dati lo confermano, che le persone felici sono quelle che hanno i beni di stimolo”. 

La sintesi di questo ragionamento è tutta nell’obiettivo da raggiungere. “Io faccio una fatica per raggiungerlo – commenta Becchetti – Ma non ci si arriva subito” guardate, avverte il professore: “La gavetta dura un casino di anni”. E per chiudere, “l’uomo è un cercatore di senso. Voi dovete lavorare sul significato della vostra esistenza ma con realismo”.

Questi dati sono una ferita”, commenta il professore Mauro Sciarelli del Dipartimento di Economia, management, istituzioni dell’Università di Napoli. Una ferita “anche se non lavoriamo costantemente al miglioramento. Ma mi rendo conto che ci sono state delle difficoltà, acuite anche da fattori esterni” Per il professore Sciarelli “c’è sempre la possibilità di correggere una scelta sbagliata” cioè di non viverle “con stress le scelte”. E proprio a supporto degli studenti “esistono, all’interno dell’Università, strutture impegnate a lavorare sull’inclusione e l’accessibilità ma i cui esperti offrono anche supporto psicologico. Quanti studenti si rivolgono a queste strutture? Quasi nessuno”. Sulle aspettative, anche Sciarelli è convinto che la progressione della carriera richiede tempo e sacrificio. E riferendosi al dato sull’insoddisfazione, “io faccio tantissimi stage e dai questionari che mi restituiscono, i dati di soddisfazione sono alti”. Delle due l’una “o mentono o è davvero così”.

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