Andrea Abodi ospite a Giffoni Sport: “Un piacere essere qui. Giffoni non si ferma mai.”

Nell’ultima mattina della prima edizione di Giffoni Sport è stato ospite dell’Antica Ramiera e i suoi ambassador il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi. Prima dell’incontro il ministro si è concesso a una breve intervista, in cui ha parlato delle Olimpiadi cominciate ieri e dell’importanza di dare fiducia a iniziative come il Giffoni Sport:

 

Ogni anno è un piacere tornare qui e vedere l’impegno che si rinnova e che si allarga, perchè quest’anno il festival ha anche altri contenuti: quest’anno c’è una presenza molto più significativa dello sport che è un fattore di benessere individuale e collettivo. D’altro canto la cura per certi rischi è quella di tenersi allenati ed è quello che fa Giffoni durante tutto l’anno. É il lavoro quotidiano che porta a questo appuntamento, Giffoni non si ferma mai.”

 

Abodi ha svelato gli aspetti che stanno dietro la riuscita del festival: “Il dialogo è importante. Per questo Giffoni ha custodito nel tempo una grossa prospettiva di successo che si conferma di anno in anno. C’è questa possibilità di incontrarsi, di ascoltare e di dialogare tra di noi e di assumerci anche impegni che di anno in anno vengono verificati. Per tornare di anno in anno e dire ‘questo l’abbiamo fatto, questo è ancora da fare’. È lo strumento che consente di accorciare le distanze e superare le diffidenze e ripristinare un rapporto fiduciario.”

 

Il ministro ha parlato anche dell’importanza di instaurare un rapporto di fiducia fra queste iniziative e le istituzioni che le sostengono: “Al di là dell’aspetto finanziario che ritengo importante ma secondario, è l’investimento fiduciario che è quello più significativo e da cui ci aspettiamo un rendimento importante, da poter misurare ogni giorno. Bisogna mettere i giovani nella condizione di non vederci da lontano, di partecipare agli eventi giustificandosi non solo con le lezioni, ma con la vita.”

 

Per concludere, il ministro ha parlato dell’Olimpiade che proprio ieri ha preso il via: “La cerimonia di apertura l’ho vista poco, ho acceso proprio mentre passavano i nostri ragazzi e ho visto la nostra gioia.”

Abodi si è poi espresso sulla questione dei fischi alla delegazione israeliana: “Ho visto anche l’arrivo della delegazione israeliana. Quello è un tema che ho già affrontato: credo che sia importante che lo sport rimanga una zona neutrale in qualche misura, sapendoci però misurare con le miserie umane. Sapendo distinguere aggressori e aggrediti, anche se a un certo punto dovremo trovare delle soluzioni che siano comunque di pace duratura. In quell’ambito penso che la pace si possa costruire con un modello di due stati, superando la logica della guerra e dell’aggressione sistematica a cui c’è inevitabilmente chi poi dà una risposta di maggior intensità. Lo sport in generale, e le olimpiadi e le paralimpiadi in particolare, devono essere un momento in cui il messaggio universale è orientato allo stare insieme e non a escludere, salvo chi decide di escludere da solo.

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