Nicola Siciliano al Giffoni Film Festival: «La musica è la mia arma vincente. Quando ti mettono i bastoni fra le ruote, scendi dalla bici e inizia a correre»

Dal valore del tempo e della rinascita artistica fino al futuro, con tanti sogni nel cassetto, magari anche Sanremo. Nicola Siciliano si è raccontato ai ragazzi della sezione #Impact al Giffoni Film Festival, ripercorrendo il suo percorso umano e musicale, parlando dell’ultimo singolo “Eternamente”, della passione per il cinema, del rap di oggi e dell’importanza di difendere la lingua e la cultura napoletane. Per Siciliano, Eternamente non è soltanto una canzone, ma rappresenta un’esperienza che accomuna tutti. «È una delle mie esperienze di vita, ma anche una sensazione che attraversiamo tutti. Cerchiamo sempre di dare un’eternità a tutto ciò che amiamo, alle persone e alle cose a cui teniamo». L’artista ha ricordato l’inizio della sua carriera, quando aveva appena 15 anni e si è ritrovato improvvisamente sotto i riflettori. «Quando inizi ad avere una notorietà così giovane non è semplice gestirla. Però ho sempre avuto la tenacia di non abbattermi mai. La musica è una delle mie più grandi passioni ed è sempre stata la mia arma vincente». Non sono mancati momenti difficili e periodi di silenzio, durante i quali ha rimesso in discussione il proprio percorso artistico. «Ci sono stati periodi che mi hanno fatto riflettere sulle mie scelte musicali. Ma proprio quel silenzio mi ha permesso di crescere, di formare nuove idee e costruire il mio futuro». In quel periodo è nata anche la sua etichetta discografica indipendente, un progetto che gli ha consentito di lavorare con maggiore libertà sulla propria musica. Poi il rapporto tra musica e violenza: ricordando gli inizi con “Secondigliano”, Siciliano ha sottolineato come oggi sia diventato più facile raccontare certi contesti senza averli realmente vissuti. «Oggi sembra che tutti vogliano raccontare certe realtà solo perché lo fanno gli altri. Così si finisce per screditare la musica. Viviamo in territori dove la violenza è una tragedia quotidiana. Come si può glorificarla quando sotto i nostri occhi muoiono ragazzi e ragazze? La violenza è sempre il metodo di chi non ha cervello, citando Rocco Hunt». Per Siciliano la normalizzazione del napoletano nella musica rappresenta una conquista importante. «Oggi il napoletano è stato finalmente sdoganato anche nel mainstream e questa è una cosa fondamentale». L’artista rivendica con orgoglio il proprio patrimonio musicale, fatto di grandi interpreti della tradizione. Tra gli artisti ha citato Maria Nazionale, Valentina Stella, Pino Daniele, James Senese, Sergio Bruni, Patrizio e Gigi Finizio. «Abbiamo un patrimonio musicale incredibile. Ci sono produzioni degli anni Ottanta che sembrano fatte oggi. È una ricchezza che noi giovani dovremmo conoscere e valorizzare molto di più». Infine, un messaggio a tutti i giovani a cui tiene particolarmente: «Che tu voglia fare il regista, il direttore artistico, il ballerino, il fonico, lo scrittore o il pittore, ricordati una cosa: quando qualcuno ti mette i bastoni fra le ruote, scendi dalla bici e inizia a correre. Non perdere tempo a togliere il bastone. Continua a correre verso il tuo obiettivo».

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