La profondità di Giovanni Esposito e Susy Del Giudice con “Nero”: “Immergetevi nelle emozioni e lasciatevi trasportare, servono a renderci davvero umani”

Lasciarsi trasportare dalle emozioni. L’appello è di Giovanni Esposito e Susy Del Giudice ai giffoner che li hanno incontrati oggi al Giffoni Film Festival per la presentazione di “Nero”. Un’esplosione di gioia per i due attori tra autografi e foto, una coppia esilarante sul palco e nella vita che hanno dato – però – ampia dimostrazione di riuscire a bucare il grande schermo in una prova quasi drammatica come quella di “Nero” la cui regia è firmata proprio da Esposito. Una storia di amore puro tra fratello e sorella ma anche di sacrificio, in cui gli ultimi quasi diventano i primi, davanti a tutti, con le mani tese ad emozionare e l’abbraccio tenero della consapevolezza trasformata in vita. Prima della visione del film, il confronto in Sala Verde con la sezione Impact con un messaggio speciale: “Fatevi prendere dalle emozioni, ce ne sono poche in questo periodo e immergetevi in questo viaggio che si intraprende in questo film”.

Lo sguardo alle radici che la coppia tiene bene a mente e da cui non si discosta, il territorio campano che diventa opportunità e terreno fertile in un magico e ampio palcoscenico che è Napoli: “Napoli è fondamentale, nell’osservazione, nel rendere vero e possibile anche cose completamente assurde che se le racconti pensi che tu stia inventando ma invece le hai viste accadere. Napoli ti apre una porta sul regno dell’impossibile che diventa invece qualcosa di assolutamente possibile e replicabile. Io sono cresciuto in un quartiere non semplicissimo – ha detto Esposito – Miano, vicino Secondigliano e c’era una varietà di personaggi assurdi e quella roba lì ti rimane dentro assolutamente poi accendevi una televisione con un continuo di film di Totò, la commedia di Eduardo ed è ovvio che ti mettono dentro quei germi che poi a un certo punto se li coltivi bene ti regalano qualcosa, sono felice che mi sia successo questo e sono felice di essere napoletano”. Per Esposito, attore a 360 gradi, affrontare la drammaticità non è stato un ostacolo perchè “comicità e drammaticità si pensa che siano due cose differenti ma ridere è la cosa più difficile che esiste in questo ambito“. L’umanità è la necessità di questo tempo e il tema della edizione numero 55 del Giffoni Film Festival calza a pennello con quello che i due attori vogliono trasmettere in “Nero”: “In questo momento è proprio la cosa che ci serve di più e ce lo dobbiamo dire costantemente, tutti i giorni, dobbiamo gridarcelo in faccia e rimanere umani, perché stiamo perdendo proprio questo, questa bussola, questa direzione. In questo ad un certo punto si capisce il senso del sacrificio: se tutti quanti fossimo disposti a fare dei piccolissimi sacrifici, questo mondo sarebbe non così storto, ma starebbe molto più in equilibrio”.

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