“Il posto delle favole”, con Sindaco D’Onofrio e Daniele Cinglio: il ricordo di Mandela e l’importanza della fiducia

Il sole tramonta su Giffoni, e il Giardino degli aranci s’illumina di magia, di immagini, di racconti. Un incanto d’altri tempi, in un luogo pregno di storia, per un festival che negli anni ha cambiato pelle tante volte, ma che rimane fedelmente attaccato alle sue radici. Il posto delle favole, quest’anno, nasce proprio per celebrare quella storia. Per rievocare quella magia direttamente in piazza, là dove tutto è cominciato, con la voce dei talent protagonisti di questa edizione del Giffoni Film Festival, ma anche con quella delle istituzioni, dei politici delle amministrazioni locali, e non solo.

In questo nuovo appuntamento protagonista è stato Martino D’Onofrio, primo cittadino di Montecorvino Rovella. Sul palco allestito nel Giardino degli aranci, il Sindaco s’è fatto portavoce di un messaggio ispirato dalle parole di Nelson Mandela. Un discorso storico, quello del 1994, in occasione dell’elezione di Mandela come presidente del Sudafrica, che riuscì a parlare al cuore di una nazione profondamente ferita, alla ricerca di un faro di speranza, per la costruzione di un ponte di pace. “C’era una volta, in una terra dai colori accesi e dalle montagne lontane, un uomo che camminava lentamente verso casa. Si chiamava Nelson“. S’apre così il racconto narrato da D’Onofrio, che ha posto al centro il ricordo di Mandela e la sua missione. “Nella sua cella piccola – prosegue, ricordando i lunghi anni di prigionia – Nelson coltivò un pensiero più grande delle sbarre: un giorno, tutti sarebbero stati liberi. Liberi davvero, non solo fuori, ma anche dentro“.

Quando uscì, non gridò vendetta, e quando arrivò il giorno in cui divenne presidente, tutta la nazione trattenne il fiato. Nelson salì su un palco e senza alzare la voce disse: ‘Io sogno un Paese dove ogni bambino possa crescere sentendosi sicuro. Dove le mani si stringano, e non si allontanino. Dove il valore di una persona sia nel cuore, e non nell’apparenza’“. La platea del Giardino degli aranci non ha perso nessuna parola del discorso del Sindaco di Montecorvino Rovella, che ha concluso sottolineando come anche dal dolore si possa trovare la forza di costruire, come la ricerca di umanità debba essere una missione, anche a costo di attraversare il buio. Perché la luce sta lì, va soltanto raggiunta.

A seguire poi, spazio a Daniele Ciniglio. L’attore, comico e content creator, già volto noto dei social e della tv, a Il posto delle favole, ha portato sul palco “Il pastore bugiardo“. Racconto incentrato sulla storia di Lio, un giovane pastore tanto curioso e con la testa persa tra i suoi sogni che, annoiato dalla solitudine, in un piccolo paese “dove il vento profumava di rosmarino e le giornate scorrevano lente come i ruscelli tra i sassi“, finge più volte l’arrivo del lupo per attirare l’attenzione del villaggio. Quando però il lupo arriva davvero, nessuno gli crede più e Lio deve difendere da solo il gregge. All’ennesimo allarme del pastore, il primo, vero allarme, “Nessuno rispose. Nessuno corse. Alcuni abitanti del villaggio udirono le sue grida, ma le ignorarono. Altri sospirarono, pensando che fosse la solita farsa. Nessuno si mosse. Lio gridò ancora, fino a perdere il fiato. Ma nessun volto comparve sul sentiero“.

Una storia di “parole vuote, sfiducia e conseguenze“, come l’ha presentata lo stesso Ciniglio. Un racconto di valore che ha voluto rimarcare come la fiducia sia qualcosa di estremamente fragile e non semplice da ottenere. Questa, una volta persa, non è certo che possa essere mai riconquistata. Lio, alla fine della storia, è riuscito ad imparare dai suoi errori, scegliendo di cambiare il suo comportamento e di diventare un esempio di sincerità e responsabilità, mostrando che crescere significa anche saper chiedere scusa e ricostruire i legami con umiltà. Cala così il sipario su un nuovo appuntamento de Il posto delle favole, dove è la bellezza delle storie la prima stella a cadere dal cielo sopra Giffoni.

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