Passione e accessibilità: la magia di Milano-Cortina raccontata attraverso la prospettiva dei volontari

La grande esperienza dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali è stato raccontato a Giffoni Sport attraverso la presentazione del progetto “I GIOCHI DI TUTTI”, documentario di Pred Ets che racconta la magia del TEAM26.

“Ho avuto la fortuna di far parte del Comitato Olimpico dal primo minuto – ricorda Livia Draghi – Eravamo nel 2020, un piccolo gruppo di persone. Il tema di Giffoni è The impossibile things e posso testimoniare che davvero nulla è impossibile, se ci sono impegno, dedizione, voglia di stare insieme”. Tutto è cominciato come una grande sfida: nel periodo Covid, le persone si incontravano on line e organizzavano un evento planetario mentre il mondo stava… chiudendo. È stata la prima Olimpiade e Paralimpiade diffusa: non era mai accaduto. “Abbiamo deciso di puntare sull’aspetto valoriale – ancora Draghi agli ambassador, dopo la visione del docufiim trasmesso in sala De Masi – I volontari sono una storia fatta di tante storie. Sono una forza fondamentale in tutte le edizioni dei Giochi: dedicano una parte della loro vita per un evento. Rappresentano il primo volto, il primo sorriso, indicazione e soluzione a tantissimi problemi di logistica per chiunque arrivi in un luogo. Rappresentano i valori che vogliamo diffondere. La sfida di Milano-Cortina era complessa, proprio perché Olimpiade e Paralimpiade diffusa, su ben oltre 22mila chilometri quadrati e che ha messo insieme territori diversi. Tutti conoscono l’Italia e i suoi territori, ma l’Italia è anche tante cose diverse e bisogna raccontare la storia di posti con una identità molto forte. Non un’altra storia, ma quella storia. I Giochi stati sono una scelta, una tappa della nostra identità che resterà per sempre in ciascuno di noi”.

Il documentario fa un passo in più: “Riesce ad inquadrare l’aspetto dell’accessibilità che, abbinato al tema dei volontari, diventa una miscela esplosiva. Significa far sì che i Giochi fossero accessibili a tutti, anche e soprattutto culturalmente accessibili. Ci siamo riusciti. Milano-Cortina lascia un’esperienza, un modello che ha funzionato”.

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