La Polizia Postale incontra i Giffoners in Sala Alberto Sordi per educare all’uso corretto di Internet

Sensibilizzare sul mondo di internet ed educare a un uso corretto della rete, imparando a muoversi e a districarsi tra le insidie del mondo digitale: sono questi i presupposti attraverso cui la Polizia Postale si è rivolta ai #giffoners della sezione Elements +10, presenti in Sala Alberto Sordi nel corso della quinta giornata del #GiffoniFilmFestival 2026.

Si sono così presentati la responsabile SOSC Roberta Manzo, il Sovrintendente Vincenzo Capone e il Vice Sovrintendente Ciro Grimaldi: “Il nostro ramo della Polizia, la Polizia Postale o Cibernetica, si occupa del cybercrime”.

Dopo aver invitato i bambini ad accendere le torce dei telefoni, i tre ufficiali hanno detto: “Sapete che con questo strumento potreste essere vittime o autori di crimini sul web? O, perlomeno, di comportamenti sbagliati? Oggi siamo qui per mettervi in guardia, proprio per evitare che possiate cadere in questi problemi”.

Dopo aver chiesto ai bambini quanti di loro utilizzassero WhatsApp o Instagram e aver constatato l’enorme diffusione di queste piattaforme, la Polizia Postale ha chiesto alla #giffoner Benedetta se le fosse mai capitato di inviare un messaggio o uno sticker su WhatsApp. Alla risposta affermativa, un agente ha lanciato un gomitolo di lana ai bambini, chiedendo loro di immaginare una foto divertente e di commentarla. L’intento è stato quello di rendere concreta l’immagine di internet e dei suoi collegamenti, evidenziando come una foto pubblicata in rete possa finire ovunque. Come spiegato dagli agenti, un contenuto immesso in rete può comportare reazioni offensive, modifiche tramite l’AI o riutilizzi indesiderati, tutte pratiche che possono essere ricondotte al cyberbullismo.

La Polizia Postale ha sottolineato l’importanza di non rimanere in silenzio di fronte ad atti che possano ledere la propria persona o quella altrui. Internet è una bolla nella quale non esiste un vero oblio: anche quando si crede di avere il controllo sui propri contenuti o sulla propria immagine, questi possono essere riutilizzati in qualsiasi modo.

Gli agenti hanno poi invitato i presenti a riflettere sull’utilizzo di sticker che ritraggono qualcuno in momenti imbarazzanti, contenuti che potrebbero creare disagio alla persona coinvolta.

Alla fine dell’incontro, gli ufficiali hanno selezionato tre #giffoners, invitandoli a salire sul palco e consegnando loro un foglio di carta, che hanno dovuto stropicciare e poi distendere nuovamente: “Come vedete, il foglio non torna come prima. Lo stesso vale per le persone, che rimangono segnate dalle offese, dagli insulti e dagli imbarazzi subiti. Diffondete altri contenuti: davvero divertenti e pieni di pace e amore”.

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