GRANDE RITORNO PER CASA ABIS A #GIFFONI56: “PER RAGGIUNGERE L’IMPOSSIBILE BISOGNA IMPARARE DAGLI ERRORI”

Per il secondo anno consecutivo tornano a #Giffoni56 gli affermati attori e content creator Casa Abis, protagonisti di un workshop dedicato al mondo dei social media e a come abbiano saputo trasferire la loro esperienza teatrale sulle piattaforme digitali.

Partendo proprio dall’utilizzo dei social, il duo spiega: «I social non nascono come un palcoscenico: noi abbiamo semplicemente cercato di sfruttarli, ma non siamo stati i primi. I pionieri di YouTube a cui ci siamo ispirati sono gruppi come i The Jackal e i The Pills».

Fin dalle prime battute dell’incontro, Casa Abis sceglie di lasciare spazio ai ragazzi, invitandoli a porre domande e ad affrontare insieme i temi centrali del workshop. Tra gli argomenti più sentiti emerge subito il rapporto tra social media e teatro. «Noi veniamo dalle accademie classiche di recitazione. All’inizio il passaggio ai social fu visto da molti colleghi come una scelta denigratoria per il nostro settore; per noi, invece, rappresentava un’opportunità. La verità è che qualsiasi mezzo può farti perdere credibilità se non viene utilizzato nel modo giusto».

Un altro tema inevitabile è quello degli haters. A questo proposito, la coppia risponde: «Per affrontare emotivamente gli haters devi chiederti, prima di tutto, se ti senti bene con te stesso nel pubblicare quel video. Se la risposta è sì, allora non devi sentirti in difetto».

Sposati da quattro anni, Stella e Gabriele raccontano anche come i personaggi che interpretano non influenzino negativamente la loro vita privata. «Grazie a loro abbiamo ormai esorcizzato le nostre litigate: facciamo persino fatica a litigare seriamente. I nostri personaggi, pur essendo simili a noi perché convivono e sono sposati, caratterialmente sono il nostro opposto. Quando prepariamo le scene ne parliamo sempre in terza persona».

Le domande dei ragazzi non si concentrano soltanto sul mondo dei social, ma toccano anche paure personali, come l’ansia di sbagliare. Stella racconta quanto il timore dell’errore abbia segnato la sua adolescenza: «Da ragazza odiavo sbagliare, ne ero terrorizzata. Per fortuna questo lavoro mi ha insegnato ad amare l’errore, perché è proprio dallo sbaglio che nasce l’arte. Per raggiungere ciò che sembra impossibile bisogna imparare dai propri errori».

In chiusura del workshop, la coppia riflette sul valore della complementarità nel loro rapporto, sia personale che professionale. «Stella mi ha insegnato la pragmaticità. Io parto sempre con tantissime idee, ma faccio fatica a portarle fino in fondo; lei mi aiuta a trasformarle in qualcosa di concreto». Stella conclude: «Gabriele mi ha aiutata a demolire tutti i costrutti che avevo su me stessa, a non prendermi troppo sul serio e a cercare sempre di migliorarmi ogni giorno».

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