La drammatica vita di una giovane migrante in cerca di fortuna: SILENT TREES è l’ultimo film proiettato per la categoria GexDoc

Per la sezione GexDoc, sempre in Sala Galileo alle 16, è stato proiettato il documentario SILENT TREES (Polonia, Germania, Danimarca, 2024) della regista Agnieszka Zwifka. Il film è prodotto da Chilli Productions (Polonia).

 

La sedicenne curda Runa, dopo la tragica morte della madre, si trova a doversi prendere cura dei suoi quattro fratelli più piccoli e di un padre nel pieno della depressione. Piano piano, la famiglia dopo l’esperienza nel campo profughi, cerca di ricostruirsi una nuova vita in Polonia. Ma l’eventualità di essere rimpatriati in Iraq, dove i curdi sono chiamati a combattere contro l’Isis, è ciò che li terrorizza più di ogni altra cosa. Oppressa dall’angoscia, Runa cerca sollievo iniziando a disegnare in un quaderno tutto quello che prova giorno dopo giorno.

 

Ospite in sala la regista del documentario, Agnieszka Zwifka. Innanzitutto i giurati hanno chiesto il perché della scelta di concentrarsi sui migranti tra la Bielorussia e la Polonia. “La situazione tra Bielorussia e Polonia è stata una novità per noi: temperature disumane di -20°C, persone bloccate lì per settimane.” – ha spiegato la regista – “Io e il mio cameraman siamo stati attivisti in quei luoghi e lì abbiamo conosciuto Runa. Abbiamo apprezzato il suo coraggio e abbiamo deciso di raccontare la sua storia. Come attivisti, abbiamo lottato contro uno schema patriarcale, in cui il capofamiglia ha molto potere sulle figlie”.

Si è poi discusso delle scene molto crude all’inizio del documentario, come quella della morte della madre di Runa. “La parte più difficile – ha rivelato Zwifka – è stata quella del funerale, ma Runa ha chiesto di riprenderlo. Io piangevo e non sapevo neanche se la qualità delle immagini fosse buona in quel momento. Si era creata una connessione forte con loro. Ovviamente, tutto il girato veniva mostrato alla famiglia prima di inserirlo nel montaggio finale”.

Il dibattito si è concluso con una domanda sulla guerra, purtroppo un tema ricorrente e attuale: alla regista è stato chiesto come cambiare le cose nel mondo. Per Zwifka è importante mostrare i volti delle vittime per prendere coscienza dei soprusi che hanno vissuto; conoscere le persone che soffrono a causa di queste situazioni apre un barlume di conoscenza ed empatia dentro di noi. Con le nostre forze possiamo far cambiare idea a una, due o tre persone e questo è già importante.

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