Uso consapevole dei social e il corto “101%”, al Giffoni la Polizia dialoga con gli adolescenti

L’uso consapevole dei social spiegato ai più piccoli. La polizia postale, quella “cibernetica” per dirla con Roberta Manzo e Vincenzo Capone, rispettivamente sostituto commissario della Polizia di Stato e responsabile della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica e il sovrintendente della Polizia di Stato, che hanno fatto irruzione nella Sala Sordi per giocare con i ragazzi della giuria +10 e spiegare loro i pericoli della rete. Lo fanno mostrando delle foto, alcune di famosi youtuber e influencer dai Me contro Te a Fru fino a Favij altre invece, che i ragazzi stentano a riconoscere, anzi, nella maggior parte dei casi, non sanno proprio chi sono.

E sono i volti di quattro vittime del cyberbullismo. Sono le storie di Leonardo Calcina, il 15enne di Senigallia che si tolse la vita per presunti atti di bullismo a scuola; Carolina Picchio che a 14 anni si è uccisa perché cercava di convivere con un video di molestie sessuali girato da un gruppo di coetanei durante una festa dopo averla fatta bere, fino a farla svenire, per poi metterlo online. O ancora la storia di Alessandro Cascone, il 13enne di Gragnano che decise di farla finita nel settembre 2022 perché tormentato dai bulli o la storia di Amanda Todd anche lei 15enne di Port Coquitlam, vicino Vancouver, vittima di revenge porn che tentò il suicidio e che alla fine ebbe il coraggio di raccontare la sua storia in un video.

Eccole le storie che toccano i ragazzi. Le storie che fanno da esempio e che aiutano la polizia a fare breccia tra gli adolescenti. Tutti muniti di smartphone, tutti o quasi con un profilo Instagram o TikTok, tutti ma proprio tutti, con un profilo WhatsApp. Ed è proprio attraverso questi canali che si diffondono, come virus, i cyber bulli, quelli che poi costringono gli adolescenti a farsi schiacciare ora dal peso delle vergogna ora da quello degli insulti. E allora, ed è questa l’esortazione dei due militari, quando vi trovare in difficoltà “parlatene con i vostri genitori, con i vostri fratelli più grandi, con il vostro catechista oppure contattate la polizia, parlate con noi e non abbiate timore”.

In serata poi, nella Sala Blu, la presentazione del cortometraggio “101%” di Serena Corvaglia vincitore della VI edizione del contest La realtà che NON Esiste, promosso da One More Pictures con Rai Cinema e realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato. Il corto, affronta in chiave creativa e narrativa le nuove forme di comunicazione digitale e le sfide connesse all’uso dei social network, proponendo uno sguardo critico e stimolante rivolto a ragazzi, famiglie e istituzioni. Tantissimi gli ospiti in sala per questo incontro che ha messo insieme l’Università di Salerno e la Polizia postale. In particolare la presenza del questore di Salerno, dottor Giancarlo Conticchio e il Prefetto di Salerno, il dottor Francesco Esposito. Anche in questa occasione si è sottolineata l’importanza della collaborazione tra il Giffoni e la Polizia di stato e del dialogo con gli adolescenti sull’uso consapevole degli strumenti tecnologici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *