SOGNI, AMORI, BULLISMO. GLI ELEMENTS +10 CHIAMATI A GIUDICARE I CORTOMETRAGGI PROVENIENTI DA 4 NAZIONI

Hanno viaggiato restando seduti alle poltrone della Sala Alberto Sordi gli Elements +10, chiamati a giudicare i cortometraggi provenienti da Inghilterra, Stati Uniti d’America, Spagna e Italia. Ad aprire la visione, suddivisa in due momenti, “Patakha” di Rohit Relan (USA, 2024, 15′) che li ha portati dritti dritti nella realtà dell’India rurale. È Radha, una bambina di 11 anni, ad essere costretta a lavorare, mentre vorrebbe solamente studiare.

In India la divisione di classe è molto marcata e le ragazze delle classi più povere non possono studiare, volevo che vedeste questa situazione. È importante, ad un certo punto della propria vita, capire che è necessario prendere delle decisioni, quando vi accadrà ricordatevi di questo film” ha commentato il regista.

È italiano il secondo corto in programma: “No place like home”. Protagoniste una giovane astronauta e una coetanea che vive ancora sul Pianeta Terra. Il lavoro della regista Valeria Gaudieri (Italia, 2024, 15’08’’) descrive un futuro difficile, dove chi ha potuto ha abbandonato il Pianeta ormai al collasso. Ma una speranza c’è e saranno proprio Abrisk e Margot a renderlo possibile, capaci di prendere una decisione difficile. In sala era presente anche la giovane attrice Margherita Pantaleo, che ha avuto modo di confrontarsi con i suoi coetanei in sala.

Abbiamo immaginato un futuro dove la Terra sarà disabitata, ormai sfruttata al massimo. Ma la speranza non è perduta, grazie alla forza delle protagoniste. Ognuno di voi può fare qualcosa”, ha sottolineato la regista.

È “Tearful tigers” di Adán Pichardo (Spagna, 2024, 15′) ad accendere i riflettori sui temi del bullismo e della dislessia. Marcos viene preso in giro per il modo in cui parla, viene definito da un suo compagno “uno sfigato”. Una situazione a lungo andare non più sostenibile, che sfocia in una lite con Alejandro. Un finale aperto che ha lasciato spazio a più interpretazioni e alla voglia di rivalsa dei giurati.

Alla ricerca disperata di un amico è l’orso polare protagonista di “Snow bear” di Aaron Blaise, sia regista che sceneggiatore (USA, 2024, 11’29’’). Un dolcissimo esemplare che, per fortuna, finirà per trovare compagnia portando sorrisi e speranza in sala.

Presenti i registi di “Earthquake” (Italia, 2025, 7’45”): Massimiliano Di Lauro e Lorenzo Latrofa. Terremoto è un bambino, ha il caschetto biondo ed è stato soprannominato così dalla sua maestra. Un racconto che si muove su più piani e che, in fondo, manifesta le emozioni di chi fa ancora fatica a gestire le proprie reazioni.

Due amici ed un’ultima giornata da trascorrere insieme. “Happy snaps” di Tyro Heath (UK, 2024, 12′) è la storia di un’amicizia offuscata dalla partenza di uno dei due, affetto da una paralisi cerebrale. Sarà uno scatto fotografico a chiosare un rapporto che intende sconfiggere le paure e seminare fiducia.

A chiudere le proiezioni il corto firmato dal regista Matteo Quarta, presente in sala assieme alla giovane attrice protagonista Giulia Coppola. “Marta vuole giocare” (Italia, 2025, 17’) racconta di un sogno nel cassetto (diventare calciatrice) e delle difficoltà che una ragazza deve superare nel provare a realizzarlo.

Abbiamo cercato di portare più tematiche in questo corto, il calcio è una metafora, in realtà stiamo parlando di autorealizzazione e di lotta agli stereotipi”, ha sottolineato il regista. Anche Giulia, invogliata dai giurati, è intervenuta più volte: “Recitare è bello, sono tante le emozioni che provi quando lo fai e tanti i messaggi che si possono trasmettere”.

Viviamo fino in fondo il mondo dello sport, che deve essere alla portata di tutti. “Marta vuole giocare” esprime lo sforzo di andare oltre gli stereotipi, non soltanto in merito alla discriminazione di genere”, ha motivato così Gabriella Cuzzone di Lete l’assegnazione al cortometraggio “Marta” del Lete Special Award.

 

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