“Slackers” di Sorina Gajewski per i Generator +13: tra apatia e speranza, un road movie berlinese contro l’ecoansia

Al #Giffoni55 arriva “Slackers”, il film in concorso di Sorina Gajewski una storia sorprendentemente leggera e profonda, presentata in Sala Truffaut nella sezione Generator +13. Due protagoniste, un’estate a Berlino, e una fuga – non in auto, ma a piedi – nel cuore di una città attraversata da tensioni politiche e crisi ambientali. Ramona e Nico sono amiche inseparabili, pigre e svogliate, appena diplomate. Il loro futuro sembra lontano, eppure incombe. Quando liberano l’amato uccellino di una vicina, si ritrovano inaspettatamente in un viaggio senza meta alla ricerca dell’animale, ma anche di loro stesse. Tra incontri imprevisti, angoli nascosti di Berlino e la ricerca del fratellino di Ramona, le due ragazze affrontano il peso delle aspettative della loro generazione, tra desiderio di fuga e bisogno di responsabilità.

In sala, la regista e le attrici Pola Geiger e Bella Lochmann hanno risposto alle domande dei #jurors, svelando simbolismi e riflessioni dietro la narrazione del film. La carta della regina di cuori, ad esempio, rappresenta “una possibilità che attiva un motore, una speranza per continuare ad andare avanti” – ha spiegato Gajewski a Leena dalla Germania. Il film tocca con delicatezza i temi dell’ecoansia e della depressione giovanile. L’uccellino in fuga diventa così metafora della libertà, come ha raccontato a Sarah dall’Azerbaijan il direttore della fotografia, Hannes Schulze, che ha cercato di restituirne l’inafferrabilità attraverso la camera. “Non è giusto che le nuove generazioni si portino addosso un’eredità così pesante” – hanno detto le attrici, rispondendo a Nikita dalla Macedonia che chiedeva del senso di responsabilità che spesso paralizza anziché motivare. “Abbiamo voluto raccontare anche l’innocenza dell’adolescenza e il diritto alla noia, anche quella è costruttiva”. Gajewski ha sottolineato come “Slackers” proponga l’amicizia e la solidarietà come antidoti al burnout da crisi climatica: “Può sembrare una frase motivazionale, ma è la verità: in un mondo che ci stressa e ci preoccupa, mantenere relazioni autentiche è una forma di resistenza”. Sul set, la sostenibilità è stata una scelta concreta: catering vegano, uso prevalente della luce naturale e attenzione all’impatto ambientale delle riprese.

A chi come Aurora da Matera ha osservato che i personaggi, più che fannulloni, sono in realtà molto sensibili, la regista ha risposto: “Il cinema è ancora uno strumento potente per generare speranza. Nonostante la soglia dell’attenzione sia sempre più bassa – fenomeno dovuto ai social – voi ragazzi in sala ci dimostrate che la profondità esiste ancora. Sono colpita dal vostro senso critico”. “Slackers” è un film sull’attesa, sull’irrequietezza, sulla ricerca di qualcosa che possa accendere una scintilla. Con leggerezza, umorismo e uno sguardo autentico su una generazione che sogna un futuro, dove tutto è possibile.

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