Progetto Ali della Mente, il questore Grassi ai giffoner: “L’arte è sicurezza, non siate indifferenti”

Un progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere e sull’indifferenza verso la diversità che cammina sulle Ali della Mente, dal nome dell’associazione culturale che lo promuove in collaborazione con la Polizia di Stato, e con il sostegno convinto del questore di Caserta, Andrea Grassi. Ma anche un progetto di comunicazione integrata che si muove sulle lunghe leve dell’arte: dal cinema al teatro fino alla televisione. La sua presentazione ai ragazzi della sezione Impact di #Giffoni55 apre la giornata come un vero incipit emotivo. Ed è un abbraccio forte, autentico, che per sessanta appassionati minuti si trasforma in vita, confronto, scambio esistenziale  incarnandosi nelle riflessioni delle ragazze e dei ragazzi in maglietta rosa, assiepati sulle poltroncine verdi della Multimedia Valley.
Il programma dell’incontro si articola in tre momenti. Il primo è un monologo che gioca sul colore dei gatti, con al centro – in punta di amara metafora – quello nero, passato alla storia come portasfortuna. Una credenza felina divenuta opinione “umana”, convinzione, principio, certezza fondata sul nulla che genera mostri e mostruosità. E che presta il fianco al peggiore  sentire e agire umani: dall’isolamento alla ghettizzazione, dalla solitudine alla morte, sociale o fisica. Così è stato per gli ebrei. Così è per i palestinesi. Così è, ogni giorno, per chi vive in strada. Così è per tanti altri. Troppi.
“È una grande opportunità per la Polizia di Stato parlare ai ragazzi di Giffoni – e da Giffoni – di questi argomenti” ha dichiarato il questore Grassi. “Parlare, ascoltare, confrontarsi con le giovani generazioni è una strada maestra per le istituzioni. Il nostro compito è certamente prevenire e reprimere il crimine. In mezzo, però, c’è qualcos’altro di molto importante da fare insieme: educare, sensibilizzare, formare. È uno sforzo che, come Polizia di Stato, e in generale come forze di polizia, sentiamo la necessità di profondere”.
Dopo il monologo è il momento del corto Effetto Personale, scritto proprio dal questore Grassi e diretto da Patrizio Ciu per Ali della Mente. Al centro della scena la violenza sulla donna: affrontata con delicatezza ma anche con la necessaria robustezza autoriale. A seguire la proiezione dello spot pensato dai promotori del progetto di sensibilizzazione per diventare virale e – allo scopo – sintetizzato da una battuta fulminante: “Un bacio si dà in due. Uno schiaffo no”. Un carosello che sta crescendo sui social e sul web grazie al contributo di tantissimi volti noti del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport che vi hanno prestato la propria voce. Uno spot a cui anche i giffoner della sezione Impact hanno contribuito con un coro potente ripreso dalle telecamere. “C’è assonanza tra arte e sicurezza. Si potrebbe anche dire che l’arte è sicurezza” ha sottolineato ancora Grassi. “Il cinema, il teatro, il medium televisivo possono essere potenti messaggeri di valori positivi, amplificatori di buone pratiche”.
Nel corso dell’incontro sono stati fissati alcuni punti chiave: l’importanza del dialogo; l’invito a essere altro rispetto alla violenza, anche contro quell’atteggiamento assolutorio verso se stessi tipico degli indifferenti; il ruolo fondamentale delle istituzioni; il contributo necessario dei cittadini; il senso profondo e autentico di comunità. Tutto questo – come chiarito dal questore Grassi in conclusione del suo intervento – “per realizzare una sicurezza condivisa e partecipata” in cui “la forza della fragilità possa annientare la fragilità della forza”.

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