Piero De Luca, l’autonomia differenziata rischia di essere una secessione

“E’ necessario difendere l’unità nazionale”. L’onorevole dem Piero De Luca lancia l’appello nella Sala Verde chiedendo ai giovani della Impact di stare attenti a questo tentativo del Governo di mettere in atto quella autonomia differenziata che di fatto farebbe marciare il Paese a due velocità diverse.

“Guardate, – spiega De Luca – dopo tanti anni siamo ancora oggi, nel 2026, a dover parlare di unità nazionale. Sembra assurdo, invece purtroppo è di drammatica attualità. Viviamo in un Paese in cui purtroppo ancora oggi ci sono diseguaglianze evidenti, enormi, in termini di diritti, servizi, opportunità, tra Nord e Sud”. E il dovere di chi fa politica, di chi lavora nelle istituzioni, “è provare ad accorciare queste distanze, a ridurre le diseguaglianze”. Mentre invece “quello a cui stiamo assistendo va un in direzione opposta, perché proprio in queste ultime ore – ha rivelato Piero De Luca – il Governo ha fatto provvedimenti, pre-intese, accordi con alcune regioni del Centro Nord, quattro, per trasferire alcune competenze in alcune materie, tra cui quelle sulla sanità, previdenza complementare e integrativa, professione e protezione civile”.

Un atto gravissimo che tradotto significa “affidare ad alcune regioni la possibilità di investire risorse differenti”. Si tratta di “Regioni già più ricche o più avanzate in alcuni settori, e lo si fa a discapito di altre che sono purtroppo più indietro, come per esempio in materia sanitaria”. Il parlamentare del Pd spiega ai ragazzi il significato di questa scelta scellerata del governo: “Immaginate la possibilità di poter pagare i medici, i professionisti sanitari, in modo differente in Lombardia rispetto a quanto non vengano pagati qui in Campania o in Calabria. Che cosa vuol dire? Vuol dire mettere in condizione ancora di più i nostri giovani, i nostri operatori sanitari a scappare, a andare via dal nostro territorio e lasciarli senza presidi, senza coperture, senza personale il Mezzogiorno, costringendo ancora oggi tante famiglie alla cosiddetta “migrazioni sanitarie””. Mentre invece “io credo che la sanità sia un bene universale, da garantire in modo assoluto, deve essere gratuita, universale e assicurata a tutti, non in funzione del codice postale, ma solo in funzione del codice fiscale”.

Ecco perché è necessario difendere il Paese dall’autonomia differenziata, perché “significherebbe deprivare i nostri territori ancora più di potenzialità; significa che i nostri giovani vanno via. Noi, al contrario, dovremmo lavorare perché ci siano condizioni di lavoro e di vita familiare identiche, simili, omogenei in tutto il territorio nazionale. Questo vuol dire garantire un lavoro stabile, sicuro, dignitoso, pagato in modo dignitoso in ogni parte d’Italia, non in modo diverso a seconda delle regioni di appartenenza, a seconda delle possibilità che queste regioni hanno”.

Per De Luca il regionalismo “va bene, ma se è solidare, collaborativo, non competitivo all’interno delle stesse regioni. E credo che sia un valore che dovremmo condividere tutti quanti noi, altrimenti, più che un’autonomia differenziata, rischiamo di essere in presenza di una secessione mascherata, una cosa intollerabile”. E per questo deve essere “dovere di tutti, il mio in primo luogo, battersi perché ci siano pari diritti e si difenda l’idea dell’Italia unita, unica e indivisibile, quella prevista dalla nostra Costituzione”.

Sempre in tema di diritti, si chiede la sala Impact, nell’approssimarci alla scrittura del programma del campolargo in quale direzione vuole muoversi il Pd in merito ai diritti della comunità LGBT+? “Io credo – risponde Piero De Luca – che si debba fare di più nel nostro Paese, e noi abbiamo infatti proposto un provvedimento legislativo che è stato in parte affossato dal centrodestra”. E riprendendo il tema dell’edizione di quest’anno del Giffoni, De Luca spiega: “Quando parliamo dell’impossibilità, l’invito alla politica dovrebbe essere quello di capire che ognuno di noi è libero. Libero di seguire i propri sogni, di perseguire le proprie ambizioni, di assecondare la propria identità, e farlo senza condizionamenti. Io credo che sia un obiettivo davvero di dignità che dobbiamo porci come Paese. Il centrodestra, questo centrodestra sarà sicuramente all’avanguardia se riuscirà a difendere, a garantire, a tutelare i diritti e le libertà di tutte e di tutti senza condizionamenti e senza quei vincoli che la destra sta ponendo nel nostro Paese, soprattutto ponendo attenzione al tema della violenza, al tema che sta esplodendo nel nostro Paese”.

“Noi dobbiamo lavorare per un Paese che investa sulla cultura – conclude De Luca – che investa sulla prevenzione, che investa sul rispetto reciproco, sulla civiltà e sulla dignità di tutte le donne e uomini del nostro Paese. È un’idea di democrazia diversa, più avanzata da quella che abbiamo in testa e credo che abbiamo il dovere di lavorarci con forza e con determinazione a partire dal programma che dovevo scrivere per le prossime elezioni politiche. Ma ecco, io credo che abbiamo questo dovere, perché ancora oggi c’è una democrazia non pienamente compiuta se non sono rispettati i diritti di tutte e tutti, le libertà di tutte e tutti nel nostro Paese”.

 

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