“Per essere felici alle volte occorre fare un passo indietro”. Jonathan Bazzi chiude i talk di Giffoni Shock

A chiudere l’ultima giornata di Giffoni Shock, l’evento cofinanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo come progetto speciale – annualità 2022, è stato Jonathan Bazzi, stella abbagliante della narrativa, appassionato di tradizione letteraria femminile e questioni di genere.

Dalla platea della Sala Blu, non appena Bazzi è salito sul palco, un ragazzo ha chiesto allo scrittore di Febbre. “Ho chiaro lo stato di forte tensione che avevo poco prima che il libro uscisse – ha detto Bazzi – Mi è salita l’ansia perché è stato un libro assolutamente spericolato. L’ho scritto sulla base di una serie di storie che covavo da un trentennio che sono fluite fuori quasi in maniera irrazionale. C’è stata una attenzione nella fase successiva, per dare un ritmo stilistico. Ma sulla struttura narrativa è come se il libro si fosse deciso da solo. Ha avuto una storia editoriale imprevista. Chi si occupa di editoria ti dice che il destino di un volume si decide nelle prime settimane. Invece è cresciuto nel corso del tempo essenzialmente sulla base del passaparola. Poi è entrato allo Strega e per molti è come se fosse stato stampato solo allora e mi sono trovato in una situazione un po’ strana perchè ho dovuto mettere da parte il secondo libro. In ogni caso Febbre ha cambiato la mia vita perché mi ha permesso di fare tante cose e continua a pormi delle domande”.

Il direttore artistico di Giffoni Luca Apolito ha chiesto allo scrittore di discutere su alcune provocazioni di Shock, a partire da “non è vero che vogliamo essere felici”. “La prima cosa che mi viene in mente è che viviamo in un tempo ad alto tasso di condizionamento – ha risposto – Abbiamo a che fare sempre con modi di interagire e di rappresentarci che sono molto condizionanti anche se spesso non sono dicharati e questo vale in particolare per i social. Sul fronte della felicità credo che possa essere difficile legittimarsi in una ricerca del piacere davvero autonoma perché sentiamo che c’è un modo in cui bisogna fare le cose che si inserisce in un sistema competitivo. Assocerei al tema della felicità il tema della disciplina o dell’autodisciplina, non come mero sacrificio, ma se c’è una tensione tra ciò che sono e ciò che gli altri vorrebbero da me, è bene ricordarsi che c’è la possibilità di fare un passo indietro e non assecondare questo ricatto”. Ma come fare a non essere infelici? “La società ci impone la produttività – ha detto lo scrittore – Sempre più mi accorgo che gli antidoti possono passare attraverso delle cose che non hanno un carattere di questa natura. Per esempio ho cominciato a praticare joga quasi vent’anni fa e ora mi accorgo come nei momenti di difficoltà tornare nel corpo è stata una cosa per me importantissima, anche sulla base di un’indole che è spostata sull’iperproliferazione mentale”.

Bazzi ha poi affrontato il tema del conflitto sui social: “C’è un ricatto da parte delle piattaforme. Il tipo di atteggiamento che è diventato oggi automatico è quello che non vuole terze vie: o sei una vittima o sei un carnefice. Invece spesso le persone transitano e ci sono tante altre strade nel mezzo. Questo tipo di scenario mal si concilia con i mezzi su cui noi passiamo un quantitativo di ore mostruoso”.

Il secondo tema di Giffoni Shock è stato “non è vero che siamo creativi”. “La comunicazione attuale ha una ricaduta anche sulle storie che leggiamo e ascoltiamo, perché una delle caratteristiche dei social è che sono tutto fuorché qualcosa di circoscritto. Si crea un unico grande discorso che si infila ovunque e tira dentro qualsiasi cosa. Quello che purtroppo funziona di più è ciò che si inserisce in una visione polarizzata che in qualche modo ripropone le stesse convinzioni e premesse di cui uno è già convinto creando semplicemente una specie di traduzione letteraria o cinematografica. La politica è importante e anche che ci siano persone appassionate attraverso l’attivismo, ma la mia fissa è che l’ambito dell’esperienza è distinto. La politica è un modo di interagire con la realtà prettamente strumentale. Se la prospettiva è questa non è sensato né economico guardarsi di lato e tirare in causa storie ambigue. Siamo in un tempo in cui è importante accorgersi delle differenze”, ha commentato lo scrittore.

BigMama - Giffoni Shock - 19 aprile (13)

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