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NOI ANNI LUCE: A #GIFFONI53 L’ANTEPRIMA DEL FILM DI TIZIANO RUSSO PATROCINATO DALLA AIL

Elsa ha 17 anni e la vita da vivere. Ma, nel mezzo di una gara di canottaggio, si accascia sui remi. Il referto è impietoso: ha la leucemia. Eppure, non ha ancora davvero iniziato a vivere la sua adolescenza. Per salvarsi, le serve subito un trapianto di midollo.

Elsa ha 17 anni e la vita da vivere. Ma, nel mezzo di una gara di canottaggio, si accascia sui remi. Il referto è impietoso: ha la leucemia. Eppure, non ha ancora davvero iniziato a vivere la sua adolescenza. Per salvarsi, le serve subito un trapianto di midollo. Ma l’unico possibile donatore è qualcuno di cui non conosce neppure il nome e tantomeno sa dove si trovi: suo padre. Ad accompagnarla nel viaggio alla ricerca dell’uomo c’è l’estroverso e irriverente Edo, un coetaneo conosciuto in ospedale. Non sembra esserci nulla che accomuni Elsa ed Edo tranne il fatto di avere la stessa malattia, dalla quale lui però è ormai quasi guarito. O, almeno, questo è ciò che le ha detto. È la storia raccontata nel film Noi anni luce, diretto da Tiziano Russo, in anteprima (fuori concorso) a #Giffoni53.

Carolina Sala, Rocco Fasano, Fabio Troiano, Laila Al Habash, Adalgisa Manfrida e Caterina Guzzanti: questi gli interpreti principali del film, distribuito da Notorius, che gode del patrocinio dell’AIL. Ed è proprio il presidente AIL nazionale, Giuseppe Toro, che ha incontrato i giffoner al termine della proiezione del lungometraggio. Con lui e il cast, anche Autilia Stefania Ceglia, una giurata del workshop +18 che ha affrontato una leucemia acuta. Ai ragazzi, il racconto del suo percorso e di come oggi sia ritornata alla sua vita dopo aver superato la malattia. Del resto, come racconta : “Ragazzi, è un film che abbiamo fatto con tanto cuore – le parole di Tiziano Russo ai giffoner – È un film che parla anche voi”. A fargli eco, Rocco Fasano: “Noi ci siamo emozionati e divertiti nel girare il film, se vi arriva anche solo il 10% di quello che abbiamo provato noi, abbiamo vinto.  Tra gli attori, un giurato del Giffoni Film Festival, Marcello Lombardo, 10 anni di età. “Io lo chiamo sempre Mattia – sorride Russo – perché nel film si chiama così”.

Al centro del film, e dunque anche dalla conferenza tenuta nel pomeriggio, il tema della malattia. Dell’irruzione che fa nella vita di una persona (e di chi le sta intorno) e del cambio di prospettiva che può provocare. Tanto più se ad ammalarsi è una persona giovane, nel pieno della vita. “Con l’idea della morte dobbiamo averci a che fare, è inevitabile – spiega Fasano – Se una diagnosi di leucemiaviene fatta a dei giovani, il confronto con la morte arriva prima. E questo fanno i protagonisti del film”. A Fasano fa eco Sala: “La notizia della malattia arriva in un momento in cui non ti aspetti di doverti confrontare con la morte. Questo porta Elsa a cambiare la sua visione”. E Tiziano Russoaggiunge: “Non so a che età si finisce di sentirsi immortali. Elsa, quando non si sente più immortale, inizia a farsi delle domande, si chiede cose sulla sua famiglia, sul suo futuro”. Insomma, la protagonista “inizia a farsi tutte quelle domande contribuiscono a dare un senso alla vita”. Ma cosa è indispensabile quando fa irruzione la malattia? “La fiducia. È indispensabile fidarsi e affidarsi”, spiega Carolina Sala. Il messaggio finale è di speranza: “Questi ragazzi – spiega Laila Al Habash – non smettono di prendere la vita a morsi”.

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