Memoria e parola scritta, grandi temi toccati insieme a Viola Ardone: “Se la differenza è discriminazione, dite no”

Spazio a Viola Ardone alla Impact!, scrittrice e autrice teatrale. Suo il romanzo bestseller pubblicato per Einaudi “Il treno dei bambini” (2019), tradotto in 36 lingue, dal quale è tratto l’omonimo film con la regia di Cristina Comencini. Una trama epica e struggente per un viaggio attraverso la miseria, ma anche la generosità dell’Italia del dopoguerra, vista dagli occhi di un bambino diviso tra due madri.

Una storia, già adattata per il grande schermo, che debutterà su Netflix entro l’anno. Il primo teaser del film è stato presentato in anteprima assoluta durante lo scorso Festival di Sanremo e ora arrivano le prime immagini ufficiali. “I grandi film tratti dai grandi libri devono avere una grande personalità al pari del libro stesso. Il rischio è che diventi una storia senza identità”. Nei suoi libri c’è un fil-rouge che lega le donne fra loro, rompendo lo specchio che le mette in relazione con gli uomini. C’è “Oliva Denaro” (2021), dal quale è tratto l’omonimo spettacolo teatrale con la regia di Giorgio Gallione, e “Grande Meraviglia” (2023), in cui l’amore è incomprensione, una forma di pazzia. Per Salani ha pubblicato i romanzi “La ricetta del cuore in subbuglio” (2012) e “Una rivoluzione sentimentale” (2016). È autrice della drammaturgia “Un sogno di fuga”, andato in scena nel corso del Campania Teatro Festival nel 2021.

Cerco di attraversare la relazione uomo-donna senza avere uno spirito di rivalsa, astenendomi dal giudizio”. Restano immancabili gli stereotipi di genere sul racconto: “In una buona storia ci devono essere personaggi maschili e femminili per dare dignità di verità a tutti nel renderli credibili. Non serve fingere di esplorare la parte femminile o maschile che sia, che poi ognuno di noi ha”. Se un’emozione riesce a essere incapsulata in quelle date parole, allora si sprigiona in ogni lettura: “La parola scritta mi mette al riparo perché crea una pellicola temporanea. Quello che ho scritto, l’ho scritto io, ma non sono io, anche se scrivo qualcosa di molto personale – arriva netto il riferimento alla querelle Alice Munro – il lettore non può giudicarmi come autrice”.

Si parla anche di editoria e capitalismo, oltre che di influenza da social negli indici di gradimento: “Le bolle che si creano in modo artefatto a un certo punto scoppiano. Se un libro diventa importante per qualcuno, questo è l’elemento affascinante del mondo della lettura e della scrittura. I libri vengono regalati, suggeriti, sfogliati, consigliati, scelti. Questo è il vero mistero che ha a che fare un po’ con la qualità del prodotto”. 

Un appunto fulmineo anche sull’IA e la scrittura: “Non temete la macchina. Le persone che sanno scrivere non sono tante, datevi da fare, le case editrici sono alla continua ricerca di esordienti”. Coltivare la propria capacità di mettere insieme tutti gli elementi a propria disposizione, per trarre un nuovo pensiero originale. A proposito di questo arriva dritto un invito nemmeno troppo tra i denti: “Da oggi è possibile firmare per abolire la legge sull’autonomia differenziata, perché altrimenti ecco che si ritorna a quella Italia lì (Il treno dei bambini). Se la differenza è discriminazione, dite no. L’attualità di quella storia è questa. E aggiunge: “Basti pensare che oggi il Ministero della Pubblica Istruzione sia anche del Merito, ma cosa dovete meritare? Siete già meritevoli di vostro”. Un incontro intenso che ha sfiorato le corde della memoria: Aldina (personaggio del libro Grande Meraviglia) porta con sé il tema delicato della comunità terapeutica e l’idea sociale della cura non solo del fisico, ma anche della mente: “E’ più comodo chiudere in una struttura una persona sofferente imbottendola di farmaci. E’ più facile ed anche economico. Nel centenario dalla nascita di Basaglia, spero si rispolverino vecchie idee che tanto vecchie poi non sono”. A Viola Ardone va l’Impact! Award: “Vi ringrazio per il tenore delle domande, mi hanno stimolato risposte sincere

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