Lo scudetto della stella: l’impresa della Jomi Salerno raccontata a Giffoni Sport

Vincere una volta è emozionante. Vincere dieci volte significa segnare un’epoca ed entrare nella leggenda dello sport nazionale. La Jomi Salerno, pallamano femminile, cucirà sulla propria maglia la stella dei più forti, il simbolo del decimo scudetto. Il capitano che ha alzato la coppa del decimo scudetto è Cyrielle Paola Lauretti Matos, unghie lunghe solo d’estate “perché mi faccio questo regalo, durante la stagione agonistico sono cortissime e non è consentito fare diversamente, la pallamano è uno sport di contatto. Ci alleniamo quattro ore al giorno e facciamo tanta corsa, numero sedute in palestra. Per la gestione di un problema alla spalla, faccio pesi alzando fino a 32 chili, ma una mia ex squadra ne alzava molti di più. C’è chi arriva ad alzare 70 chili sulla panca e 150 con le gambe”.

Un pizzico di buona sorte non guasta mai. “Abbiamo capito che avremmo potuto vincere, quando abbiamo saputo della indisponibilità del portiere avversario. Vincere è bello ma c’è tantissima pressione: ogni anno siamo al vertice e dobbiamo sempre arrivare in alto”, dice il capitano della Jomi. Lauretti Matos giocava con il Fondi, poi a sedici anni si è trasferita a Salerno e non è più andata via. “Dopo il ritorno di gara 2 di semifinale, ho avuto la consapevolezza che sarebbe stato possibile scrivere qualcosa di bello – dice il presidente Mario Pisapia, ripercorrendo le tappe della vittoria contro Erice, uno scontro al vertice che vivrà il suo remake il 30 agosto con la Supercoppa Italiana in Sicilia – il piazzamento nella stagione regolare ci obbligava a ribaltare sempre il fattore campo, perché avevamo lo svantaggio della gara in più in trasferta, tranne l’epilogo in finale. Prepararsi alla vittoria e restare competitivi per tanti anni significa spendere tanto. Non avremmo potuto farlo senza un partner di spessore qual è la Jomi della famiglia Campitiello”. Josè Anna Campitiello, direzione commerciale Jomi SpA e Michela Campitiello responsabile marketing, ricordano che il 43% della forza lavoro dell’azienda è costituita da donne. In 14 anni di affiancamento, il club in abbinamento alla Jomi ha vinto 8 scudetti in 14 anni. L’azienda ha sei stabilimenti in Italia: il primo si trova a Bellizzi , 4 in Emilia Romagna, 1 in Lombardia. Unica azienda del centro sud a far parte del consorzio Prosciutto di Parma.

La grande alleata si chiama palestra. È concessa da anni, senza soluzione di continuità dall’Esercito Italiano. “Siamo adottati dallo storico Reggimento Guide di Salerno e le ragazze come seconda pelle indossano la mimetica – scherza il presidente Pisapia – Diciamo grazie all’Esercito Italiano. Senza questo supporto per la casa della pallamano, la palestra Palumbo, niente sarebbe possibile: facciamo attività di base, coinvolgiamo tanti ragazzini”. Poi ci sono i tifosi: “La palestra Palumbo è sempre piena. Sentire il calore del pubblico è diverso, una parte di tifosi ci segue anche in trasferta”. I capitali sono concentrati nel settentrione d’Italia, ma gli scudetti li vincono al Sud: Salerno campione al femminile e Conversano tra gli uomini. Per diffusione mondiale e numero di affiliati, soprattutto in Europa, la pallamano come numero di praticanti è seconda solo al calcio e compete con la pallacanestro. Per ranking, le squadre italiano non partecipano alla Champions League, ma alla ICF, l’equivalente dell’Europa League. Solitamente la Jomi supera i primi due turni “ma quest’anno – dice la società – proveremo a fare meglio”. I trentaduesimi sono in programma tra fine settembre e l’inizio di ottobre, in doppio turno, contro una squadra kosovara. “L’obiettivo è lasciare un’impronta – dice Lauretti Matos – arrivare agli ottavi o ai quarti sarebbe già un grande risultato”.

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