Lello Marangio ospite della sezione Impact!: “Affronto la disabilità con leggerezza e ironia”

L’ex sportivo paralimpico e autore di testi comici, Lello Marangio, è stato ospite della sezione Impact! Del Giffoni Film Festival. Colpito da poliomielite quando aveva solo 3 mesi, è il quarto di dieci figli, con un passato da atleta e un presente come autore televisivo di programmi come Zelig, Colorado, Made in Sud tra gli altri. Tra le sue imprese più importanti, spiccano l’aver attraversato a nuoto lo Stretto di Messina a nuoto in 4 ore e aver scritto 8 libri, riguardanti la disabilità, ma in chiave romantica ed ironica.

Marangio è stato protagonista di un incontro che ha suscitato commozione e sorrisi per tutto il corso della sua durata.

Sempre con una buona dose di ironia, lo scrittore ha parlato di disabilità, sdoganando alcuni aspetti che a volte creano imbarazzo anche all’interno delle famiglie: “A un certo punto ho deciso di voler trattare la disabilità non in maniera pesante. La disabilità è come vedere un incidente in autostrada. Si vede e si va avanti, pensando ‘meno male che non è successo a me’. Pensate che il mio libro, “Al mio segnale scatenate l’infermo” è stato letto anche da Papa Francesco, il quale mi scrisse una lettera di ringraziamento, per come avevo trattato il tema della disabilità”.

Portare in giro per l’Italia (e non solo) i suoi libri e le sue esperienze di vita, gli ha permesso di entrare in contatto con diverse realtà che lo hanno posto di fronte a una grande verità: esiste la differenza tra Nord e Sud Italia. Memorabile l’esperienza vissuta a Zurigo, in occasione della presentazione di un suo libro: “Per abbattere le barriere architettoniche bisogna abbattere quelle mentali. Quando sono stato a Zurigo per presentare il mio libro, l’organizzatrice mi diede dei biglietti del tram. Io le dissi che essendo disabile non avrei avuto la possibilità di utilizzarli e lei mi rispose di non preoccuparmi. Mi misi alla fermata del numero 11 e per la prima volta, ho iniziato a visitare Zurigo con il tram. Mi sembrava di essere su una giostra. La disabilità non è dentro di me ma fuori di me”.

Lello Marangio attraverso le sue parole cariche di positività e speranza, ha dimostrato che parlare di disabilità con il sorriso è possibile: “Quando nel 1959 sono nato c’era una possibilità su quarantamila che ci si potesse ammalare di poliomerite. E quando il virus mi ha infettato lo ha fatto anche quello dell’humor. Solitamente i disabili quando parlano sono tristi, invece io uso l’ironia. La disabilità è una grande rottura, però mi ha salvato la vita. Pensate che non vado a Lourdes, perché ho paura che possa fare il miracolo. E se poi lo dovesse fare, io non avrei nient’altro da dire”.

Prima della consegna del Grifocorno, Lello Marangio, ha raccontato un aneddoto che fa comprendere ancora di più per quale motivo ha deciso di approcciarsi alla disabilità in una maniera totalmente inedita: “Quando ero bambino, mentre giocavo in casa con i miei fratelli, rompemmo un vaso. Mia madre, per punirmi, mi diede uno schiaffo. Un’amica di mia madre le chiese perché avesse colpito anche me, e lei rispose: “Lui deve ricevere più schiaffi degli altri, altrimenti capirà di essere diverso, e questa diversità se la porterà dietro per tutta la vita”.

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