“Le mie parole sono come cerotti. Aiutano me a superare i miei traumi, ma aiutano anche gli altri ad amarsi”. Successo per Bigmama a Giffoni Shock

Una degli ospiti di punta dell’ultima giornata di Giffoni Shock, l’evento cofinanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo come progetto speciale – annualità 2022, è stata Marianna Mammone, in arte BigMama, rapper talentuosa, che da subito si afferma per i suoi testi schietti che sensibilizzano e colpiscono l’ascoltatore con flow e giochi di parole estremi, che vanno sempre dritti al punto.

Canta di discriminazioni e omofobia, sempre in maniera personale, tracciando un percorso nuovo dove spicca il coraggio di mettersi a nudo, senza vittimismi, ma con forte personalità, mostrando con audacia quelle cicatrici che l’hanno ispirata e che racconta nelle sue canzoni.
Di recente ha parlato all’Onu per dare dei punti di riferimento ai giovani per la costruzione della propria identità. “Ho iniziato pensando a me stessa, per sfogare la rabbia accumulata per colpa delle energie negative degli altri. Il primo testo era decisamente autolesionista. E’ rimasto nel mio telefono per tre anni. Poi lo ha ascoltato una mia amica che l’ha diffuso e una ragazza mi ha chiesto piangendo di pubblicarlo perché si era riconosciuta. In quel momento ho compreso che aiutando gli altri a non sentirsi più soli mi sarei sentita meno sola anche io. Il mondo ti odia perché hai un fisico diverso dagli altri. I contesti in cui vivi ti odiano. E dunque è normale che la prima risposta all’odio sia l’odio, la diffidenza, la paura. Si finisce con l’essere respingenti. I miei primi brani sono pieni di livore. Il primo risale a quando avevo tredici anni. Stavo esplodendo e pensavo di essere io il problema. Il mio modo di rispondere al prossimo era buttare la mia rabbia sugli altri. Poi fortunatamente ho cambiato prospettiva e anche registro”.

Dalla platea ha preso la parola Marilù: “Come si fa ad uccidere dentro se stessi l’idea che si vale in diretta proporzione al capitale sociale di cui disponiamo? A prescindere da quanto rientriamo negli standard comuni?”. BigMama ha risposto: “Se tu oggi hai il cellulare e le cuffie e ascolti il tuo artista preferito, sei felicissima, poi ne passa un’altra che non ti piace affatto e dunque salti. Parlo da donna. Da quando siamo piccole abbiamo sempre questo peso esterno di dovere essere belle, magre, alte, intelligenti ma non troppo, devi lavorare ma non troppo, devi fare figli altrimenti non hai istinto materno. Poi ci sono altri pregiudizi: vieni da un paesino, non hai un bell’accento, dove pensi di andare, la musica come dice Morandi è per pochi, uno su mille ce la fa. Ci ho impiegato tempo. Ma poi ho capito che la mia voglia di fare le cose era superiore. Allora ho messo tutti in pausa e ho ascoltato solo la mia voce”.

Iden, artista, ha chiesto: “Nella vita ho vissuto per vent’anni da donna e ora sto creando altro come progetto. A te che sei arrivata a Sanremo, chiedo, come si può fare per lanciare se stessi quando tutti pensano che non ci sono spazi e siamo vittime degli stereotipi?”. Il segreto è abbastanza semplice: “Mi sento come se tra e me e te ci fosse uno specchio. Abbiamo lo stesso coraggio – ha detto BigMama – La forza ce l’hai, devi solo trovarla”.

Bigmama ha poi ricordato che “i traumi che avevo da bambina continuano a farmi del male anche se ho imparato a trasformare le energie negative. Mi sentivo sola e l’unico momento di felicità era quando prendevo il cellulare o un foglio e iniziavo a scrivere per parlare a me stessa. E’ stato un processo di crescita che è durato anni e non è ancora compiuto al cento per cento. Ma se metti te stesso al primo posto le cose iniziano a cambiare”.

Cristina ha citato la linguista Vera Gheno, già ospite di Giffoni Shock: “Come mai è così difficile parlare bene di noi stessi?”. Anche in questo caso la risposta dell’artista è stata trasparente: “Mi piace parlare per esempi perché arrivano dritti al punto. Soffro di ansia e prima di salire su un palco inizio a stare male, mangio le unghie, cammino, guardo il pavimento e ho un comportamento autodistruttivo perché mi dico che non respiro e non ce la faccio. Il mio cervello è convinto di essere pronto a morire anche se non è vero. Poi una psicoterapeutca mi ha suggerito: prova a dirti oggi sono fortissima, oggi faccio paura. L’ho fatto durante la prima serata di Sanremo. La mente se sai parlarle ti ascolta”. Oggi BigMama è diventata “il supereroe di me stessa bambina. Quando scrivo un pezzo è come se mi mettessi un cerotto e forse riesco a metterlo anche agli altri, perciò vorrei aiutare le persone ad amarsi e ad amare tutto quello che le circonda. E’ questa la mia missione”.

A breve uscirà un libro di BigMama, Cento occhi, nel quale l’autrice affronta anche molti irrisolti della sua infanzia. “Lo considero una sorta di manuale che può aiutare gli altri a sentirsi meno soli. Da piccola ero sopraffatta dai commenti, non mettevo in dubbio le critiche ma quello che io pensavo di me stessa. Ora le cose sono cambiate anche se non sono diventata insensibile”.

BigMama ha poi raccontato un aneddoto molto intimo della sua vita. “Qualche anno fa ho scoperto di avere il cancro. Ho capito che se non avessi avuto la forza di fare le chemio e di curarmi, nessuno lo avrebbe fatto al posto mio. Non basta solo la medicina, purtroppo. In quel periodo mi sono resa conto di chi veramente era al mio fianco. Ne sono uscita fortissima. Prima ero una che faceva di tutto per accondiscendere gli altri. Le cose sono cambiate. Da quel momento la macchina da corsa sono diventata io. Ho lasciato andare tante persone tossiche e ho capito che nulla mi avrebbe demolito. Se superi quella guerra lì, neppure gli haters ti possono scalfire più di tanto”.

A Giffoni BigMama è stata per ascoltare il concerto di Salmo: “Non ero una sua fan, ma il giorno seguente non riuscivo a staccarmi dalla sua musica. E’ stato lì che ho deciso di intraprendere questa carriera. Quindi, grazie Giffoni per questo grande regalo”.

BigMama - Giffoni Shock - 19 aprile (13)

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