“La felicità? Non è un mito”. Lo psicoterapeuta Michele Mezzanotte protagonista della seconda giornata di Giffoni Shock

Se la felicità non è un mito, come scrive Michele Mezzanotte, psicoterapeuta e divulgatore, è sicuramente uno degli interrogativi che da sempre accompagnano l’essere umano, oltre a fungere da perno per la seconda giornata di Giffoni Shock, l’evento cofinanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo come progetto speciale – annualità 2022.
Non è vero che vogliamo essere felici?” è infatti una delle domande-provocazione del progetto nato per stimolare la creatività e il dibattito. Mezzanotte è stato il primo ospite di una giornata intensa, che si è aperta con un incontro a cui hanno partecipato circa duecento alunne e alunni del liceo De Chirico di Torre del Greco, del liceo di Pomigliano e del Gian Camillo Glorioso di Giffoni Valle Piana. “Fare cadere le maschere e mostrarci è un buon inizio per essere felici”, ha detto l’esperto alla platea, invitando i ragazzi a raccontare la loro idea di felicità. “Un concetto fondamentale è quello del limite. L’educazione è una costruzione necessaria per proteggerci, ma prima o poi bisogna rompere quel contenitore, altrimenti si rischia di essere soffocati”. Per Gaia la felicità è arrampicarsi su un albero, per Annalisa uno spazio vuoto da riempire, per Lorenzo la dimensione dell’attesa, secondo Pia un foglio bianco su cui scrivere, stando ad Annalisa la capacità di superare le proprie barriere, per Giovanni stare in compagnia degli amici, per Asia un sole che splende, per Marika un tunnel alla cui fine si intravede una luce, per Morgana un’ombra, secondo Anna un ricordo e per Cristian una fabbrica abbandonata. Ne esiste una giusta o una sbagliata? Assolutamente no. E, sopra ogni cosa, difficilmente un’idea resterà statica. “La felicità, come che la vediate, non può dipendere da un agente esterno – ha detto lo psicoterapeuta – Dovete trovare la giusta dimensione dentro voi stessi”.
Ma come si fa? Una ricetta, purtroppo non esiste. Di certo, buona norma è quella di non rifuggire le emozioni negative, perché tutte vanno vissute e non represse, mai. “Per me la felicità è inafferrabile – ha chiarito Mezzanotte – Ho una figlia di tre anni che si diverte moltissimo quando la inseguo. Ognuno ha la sua strada, tutto sta a scoprirla”. Spesso, quando si è giovani, ma non solo, il rischio è quello di sentirsi sbagliati: “Questo è il nostro punto di forza che dobbiamo provare a usare in modo costruttivo – ha continuato nell’incontro pomeridiano in sala Blu – Quando ci rendiamo conto che qualcosa non va, quando soffriamo, quello è il momento in cui può avere luogo la nostra rinascita. La nostra società non è abituata ad educare al fallimento, eppure l’errore rappresenta una grandissima possibilità”. Mezzanotte ha poi chiesto ai ragazzi quale fosse il loro mito interiore, raccogliendo moltissimi dubbi e paure. “E se il mio progetto non fosse realmente questo?”, ha detto Alessandra.
In un punto interrogativo c’è tutto il senso del libro dello psicoterapeuta edito per Sperling&Kupfer: un bel giorno ci si sveglia e ci si sente persi. Fino a un momento fa andava tutto bene, o almeno ci sembrava, ma ora siamo soli e smarriti. Le parole di conforto di amici o familiari non bastano più, e magari non sono mai servite davvero. Perché tutta questa tristezza? E la rabbia? Nelle pieghe nascoste delle emozioni, la psiche ci parla e ci indica la direzione per uscire dal pantano. Basterebbe ascoltare la sua voce, se solo sapessimo come fare.
Imparare ad ascoltarsi è il consiglio che posso dare”, ha chiarito Mezzanotte, sposando quella che da sempre è la mission di Giffoni: diventare un punto di riferimento per chi vuole trovare la sua voce.

Michele Mezzanotte - Giffoni Shock  (71)

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