“Condividiamo la stessa utopia di Giffoni: diffondere il cinema tra i giovani”. Incontro con Luc Dardenne al cinema San Demetrio

Non credo si debba usare un linguaggio specifico per parlare ai più giovani. Quando ero un ragazzo ho visto film che non ho capito e ho voluto rivederli successivamente. Ecco perché sostengo che sia inutile sforzarsi di avere una lingua che sappia intercettarli. Se guardiamo a 14 anni Ladri di biciclette o Umberto D coglieremo delle sfumature, a 20 ne coglieremo altre, e così via a 30 e a 40. E’ come leggere un libro, una poesia, si è soli anche nella lettura di un film anche se si è fisicamente in molti nella sala, perché si vive di scambi con un personaggio e si resta turbati dalle sue parole. Questo inevitabilmente finisce con il lasciare una traccia”. Così il pluripremiato regista belga Luc Dardenne alla platea che si è riunita al cinema San Demetrio per assistere al suo ultimo film, Tori e Lokita. Dopo la proiezione, nell’ambito di un evento organizzato da Salerno Letteratura Festival e da Giffoni, Dardenne, in compagnia del direttore creativo di Giffoni Luca Apolito, non si è sottratto alle curiosità dei suoi fan.

Le nostre storie – ha spiegato parlando del cinema che da anni lo vede protagonista insieme al fratello Jeanne – Pierre (per due volte Palma d’Oro al festival di Cannes) – parlano di chi affronta in una difficoltà, di chi è chiuso in un disagio sociale e cerca di uscire dallo stallo spesso attraverso un altro stallo. La storia di Tori e Lokita non fa eccezione. Lokita non ha i documenti e questo equivale a non esistere”. Il regista ha poi raccontato di essersi documentato molto prima di scrivere il suo ultimo film, addentrandosi tra perizie psicologiche e documenti vari per provare a comprendere meglio “quanto sia luce, nel senso di fondamentale, l’amicizia tra immigrati”, tra persone sdradicate che provano con sforzo a riappropriarsi di una identità e a non essere cancellate.

Ci sono visioni diverse rispetto al concetto di essenziale – ha raccontato – Noi cerchiamo di prendere molto sul serio la storia dei personaggi Per Tori e Lokita ci ha profondamente colpiti l’aspetto della solitudine e anche il fatto che, per la prima volta nella storia europea, sono i ragazzi a scappare”. Luca Apolito ha evidenziato come Dardenne sia dotato di “uno sguardo autorevole per riconoscere le contraddizioni del contemporaneo”, il che lo rende “uno straordinario interprete del presente”.

Citando Nanni Moretti ed Eduardo De Filippo, Dardenne ha sottolineato come la sua mission sia vicina a quella di Giffoni: “Quando vince la vita, trovi lo stile. E’ quello che cerchiamo di fare io e mio fratello ed è quello che fa anche il vostro festival del cinema per ragazzi. Partecipiamo alla stessa utopia. Truffaut aveva ragione a sostenere che tra tutti i festival questo è il più necessario. Da oggi lo diranno anche i Dardenne”.

Il regista ha poi ricevuto il Giffoni Award dalle mani di un juror e ha promesso che non appena possibile sarà tra gli ospiti del festival. Alle 20.30, nell’atrio del Duomo, Luc Dardenne dialogherà con Gennaro Carillo e Stefania Ricciardi, curatrice editoriale del suo ultimo libro Addosso alle immagini – Viaggio nel nostro cinema (Il Saggiatore). “La possibilità di incontrare Luc Dardenne è sicuramente un momento speciale, uno dei tanti che Giffoni dona nell’arco dell’intero anno a tantissime ragazze e ragazzi della sua community per contribuire ad arricchire il loro patrimonio culturale”, ha commentato Jacopo Gubitosi, direttore generale di Giffoni.

Un viaggio nel cinema dei fratelli Dardenne, che negli anni hanno dato vita ad alcuni tra i film più memorabili del panorama mondiale.“C’è qualcosa che rende subito riconoscibile il cinema di Luc e Jean-Pierre Dardenne. Il non detto gioca un ruolo decisivo nei film dei Dardenne, nei quali si ha sempre la sensazione straniante di essersi persi qualcosa”, ha ricordato Gennaro Carillo, co-direttore artistico con Paolo Di Paolo di Salerno Letteratura.

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