Il team che ha cambiato le regole del gioco: Tam Tam Basket ospite di Giffoni Sport

Massimo Antonelli è un architetto che non ha mai fatto l’architetto. Ha scelto il basket, ha fatto il giocatore professionista (anche nelle V nere della Virtus Bologna), il direttore sportivo e il team manager. Il capolavoro lo ha realizzato quando ha smesso e ha deciso di tuffarsi in progetto gigante. Ha speso la propria vita per i ragazzi, ha inventato un metodo di insegnamento del basket attraverso la musica. La sua più grande vittoria è aver cambiato le regole del gioco, il suo gioco del cuore e quello più bello. Tam Tam Basket – una famiglia di pallacanestro, una storia di passione, mobilitazione sociale e di orgoglio personale – include (attenzione al verbo) i figli di immigrati presenti a Castel Volturno. Ai giffoners dice: “Abbiamo dovuto fare battaglie per far giocare i ragazzi. C’erano delle regole molte restrittive: potevano giocare solo due stranieri in Italia, anche a livello giovanile. Giocavamo in prevalenza con la Uisp che ha meno restrizioni. Ma dopo un anno, vai a spiegarlo che non possono più giocare. È brutto ascoltarlo e sentirselo dire: la scuola include e lo sport esclude”.

Quindi la squadra Tam Tam è diventata anche un tam-tam mediatico. “Dopo la battaglia, la Federazione fa giocare in deroga. Ma la deroga è un privilegio. Dopo due mesi, il Governo inserisce una deroga alla legge di Bilancio che consente di scendere in campo da cittadini italiani a tutti gli effetti. Tam Tam è un messaggio di speranza rivolto ai giovani: il cambiamento è possibile. Per la Federazione, i ragazzi erano invisibili”.

L’integrazione procede bene: “L’anno scorso abbiamo avuto cinque squadre e due anni fa abbiamo fatto anche un campionato di Eccellenza con coach Antonio Petillo. Ci sentiamo di restare sempre a livello giovanile ma i ragazzi iniziano a diventare grandi e sorge il problema di trovare una collocazione per loro. Qualcuno andrà a giocare in Serie C, altri a Potenza. Per loro fare l’università e non lavorare non è semplice. Lo sport fatto ad un certo livello può dare uno step in più, una opportunità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *