Il diritto corre sul web: Di Palo conquista i giffoner

Rendere accessibile a tutti il diritto senza tradirlo. È questa la scommessa vinta da Giuseppe Di Palo, avvocato penalista del Foro di Napoli classe 1982 e tra i principali divulgatori giuridici italiani sul web. Un percorso costruito nel tempo e accompagnato da un profondo senso di responsabilità. L’incontro nella Sala Verde con i giffoner della sezione Impact è vivace e partecipato e ribalta fin da subito un luogo comune: non è il linguaggio della legge a essere complicato quanto, troppo spesso, il modo in cui viene raccontato.
«Essere leggeri e un po’ pop non significa fare le cose senza rigore e serietà» spiega il professionista partenopeo. «Significa utilizzare una chiave di dialogo adeguata ai nuovi strumenti di comunicazione immediata, che mi appartiene e che non intacca il contenuto. Altra cosa è la spettacolarizzazione, che porta inevitabilmente alla banalizzazione del diritto». Di Palo è autore del libro “Chest’è”. Sui social ha costruito una comunità di oltre un milione di follower tra TikTok, Instagram e YouTube. «Ho iniziato per due motivi» racconta. «Un po’ di visibilità non fa mai male, ma non è mai stato quello il vero obiettivo. Mi sono accorto che molte persone faticano a capire come si arrivi a una decisione di un giudice o alle richieste di un pubblico ministero. Così ho pensato che fosse utile spiegare il diritto nel modo più semplice possibile, anche quando gli argomenti sono particolarmente complessi». Il confronto con i ragazzi di #Giffoni56 entra poi nel vivo affrontando uno dei temi più delicati: il rapporto tra giustizia, informazione e opinione pubblica. «La comunicazione di una vicenda giudiziaria può arrivare a influenzare un processo» osserva Di Palo. «La sovraesposizione mediatica ha finito, in alcuni casi, perfino per alterare delle testimonianze perché alcune persone erano più preoccupate di come sarebbero apparse sui media che della verità dei fatti». Da qui il richiamo a uno dei principi cardine del diritto: «Per me il garantismo è l’essenza dello Stato di diritto». Un concetto che si intreccia diverse volte con il tema della gogna mediatica e con la necessità di distinguere sempre tra la ricerca della verità e quella, molto più sbrigativa, di un colpevole a tutti i costi.  Le domande dei giffoner si spostano anche sul mondo dei social e sul peso dei commenti negativi: «Dobbiamo accettare che esistano persone che la pensano diversamente da noi. Questo, naturalmente» annota l’avvocato napoletano «finché il confronto non trascende in comportamenti penalmente rilevanti».
Nel finale Di Palo torna alla propria esperienza personale: «Ci sono tanti aspetti della professione forense che scopri soltanto dopo aver terminato gli studi, come la pratica gratuita e i clienti che talvolta non pagano. Ma sono felice che l’università mi abbia fatto innamorare di questo lavoro. La passione tiene insieme tutto. È quella che mi fa superare ogni difficoltà».

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