Idee, creatività e obiettivi sociali per quattro brand al Workshop di Scrittura Collaborativa in collaborazione con Next Story e Desme Digital al Giffoni Film Festival 2025

Nel corso dell’ultimo giorno del Giffoni Film Festival in Sala De Masi si è svolto un Workshop dedicato alla Scrittura Collaborativa che ha visto il coinvolgimento di 20 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia. Alla guida di questo progetto, Next Story e Desme Digital, per un progetto basato sulla creatività, intesa come qualcosa che riesce a creare nuove opportunità se sostenuta da una struttura stabile.

Suddivisi in quattro tavoli di lavoro, con la costante presenza di Matteo Olivieri, in veste di facilitator per Next Story e Desme Digitale, i ragazzi dovranno partire dal Design Thinking, ovvero il processo di empatizzazione verso un problema che riguarda un’azienda. Da qui, si fa brainstorming, si sviluppano delle soluzioni e si inizia a scrivere un soggetto. Tutto questo verrà sviluppato come Pitch e dovrà raccontare in maniera accattivante la propria idea, tenendo conto di queste caratteristiche creative:

Yes, And è un modo per non mettere le persone in contrapposizione le idee di ognuno. Non fossilizzandosi su un’idea e andare contro le idee altrui. Interruttore tra approccio critico/realista e approccio creativo/visionario, c’è bisogno di saper alternare entrambi, attraverso esercizi mirati per la creazione di idee vincenti. Materiale di cancelleria colorato di varia natura, per scrivere varie idee così da poter stimolare la mente e optare per l’idea migliore. Scrivere significa essere di strumento agli altri, attraverso post-it, pennarelli e fogli, da utilizzare. È necessario scrivere in poche parole le idee, così da essere il più efficaci possibili.

Ai 4 brand presenti in Sala De Masi è stato chiesto di scrivere un Communication Challenge Canvas (CCC) per permettere ai brand quali sfide comunicative lanciare, quali obiettivi si vogliono perseguire, a quale audience ci si vuole rivolgere e a quale tipo di valore, il brand vuole essere associato.

BANCA INTESA: ad illustrare i loro obiettivi è il dottor Francesco Carpì, Responsabile dell’ufficio relazioni associative e relazioni con giovani per Genetica. “Come brand si aspettano che i clienti under 35 facciano scelte responsabili con i loro risparmi, a prescindere dalla loro entità. Il progetto Genetica, opera da 2 anni in Italia e come slogan ha: “cambiare il dna della finanza”. Ci aspettiamo che questo segmento di persone siano partecipi al modo attivo nelle scelte di governance del nostro gruppo. Il nostro intento è rivolgerci verso quelle persone che sono escluse dal mondo del lavoro, del risparmio e dalla partecipazione attiva dalle scelte della città. La domanda che poniamo è come rendere in Italia, le persone più consapevoli verso l’ambiente, società, governance e pace.

PANDHORA: Stefano Troncone è CEO e fondatore di Pandhora, azienda che si occupa di applicare la tecnologia avanzata alla salute. “Siamo partiti dall’idea di poter restituire alle persone disabili o che hanno avuto problemi neurologici, a riprendere la mobilità. Partire con un’idea e fondare un’azienda non è facile senza avere qualcuno che ci crede insieme a te. Abbiamo fatto carrozzine per disabili dotati di motori elettrici con autonomia di 50 km. La nostra sfida è stato di realizzare una macchina riabilitativa, attraverso un esoscheletro che serve per far tornare a camminare soprattutto chi ha avuto un ictus.” La sfida di Pandhora è lanciare nuova tipologia di prodotto, dove macchina e uomo vengono connessi per perseguire lo stesso obiettivo. Non è solo una macchina riabilitativa ma trasferisce anche emozioni. Chiede un modo per comunicare ai pazienti che esiste questo tipo macchinario.

PLANEAT: ad illustrare il brand è stata la dottoressa Romina Lardo, Sustainability and ESG Communication per Planeat, una società benefit nata nel 2019, con lo scopo di rendere il mondo migliore. “Per poterlo fare è stata realizzata una piattaforma per sensibilizzare le persone a non sprecare cibo. Spreco mondiale è una vera tragedia con numeri spaventosi, tanto che dai dati emersi, se il cibo non venisse sprecato, si potrebbe risolvere la fame nel mondo. Eppure nonostante tutto, nelle case il cibo continua a essere sprecato”. Quello che è stato fatto nella piattaforma è stata una pianificazione della colazione, pranzo e cena, così da poter fare una spesa più mirata e senza correre il rischio di gettare il cibo. L’oggetto sociale di Planeat è la tutela ambientale è l’obiettivo di ogni attività economica del rispetto della giustizia climatica e delle prossime generazioni.

Ultimo brand, ma non per importanza, WHOLESALE ITALIA con Alessio Scivolone, Responsabile comunicazione e marketing. L’azienda nel 2017 si è posta una domanda: “Come dare alle imprese italiane una metodologia per recuperare crescita e resilienza attraverso l’era della digitalizzazione ed evitare di essere sorpresa dal cambiamento?” Gli imprenditori e consulenti hanno dato vita a un metodo chiamato Dornick. Wholesale come sfida si pone l’obiettivo di dare alle aziende non solo spazio fisico dove interagire, ma un sistema nel quale poter condividere le competenze in maniera virtuale.

Nel tardo pomeriggio, al termine dello sviluppo delle idee sono state realizzati i Pitch da mostrare ai referenti dei brand e al resto della platea. Il risultato finale ha visto un grande entusiasmo da parte di ogni azienda, affermando di esser rimasti colpiti dalla professionalità e dall’impegno impiegato nella realizzazione dei progetti.

Tra i partecipanti, anche due creator Luigi Ranieri e Matteo Nacci, che insieme ad altri colleghi hanno lavorato al progetto per Wholesale Italia: “L’esperienza di oggi è stata molto impegnativa, complessa ma stimolante collaborare con persone sconosciute, visto che il team è stato creato a base random con elementi in comune, nel nostro caso cinematografico. Il tempo forse non era sufficiente per sviluppare tutti i processi comunicativi che andavano affrontati, ma è stata una sfida anche questa. Avere meno di 24 ore è stata una bella sfida, assolutamente da rifare. el nostro caso, l’azienda che ci è stata assegnata non è stata facile, ma siamo felici di come abbiano recepito la nostra idea. Vogliamo ringraziare il team di Next Story che ci ha invitato e il prossimo anno ci candidiamo di nuovo”.

 

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