Crescenzo Tortora

I GIFFONER ALLA SCOPERTA DEI MIRAGGI GRAVITAZIONALI CON CAPTAIN ASTROPHYSICS

Dalla materia celeste alla sala blu. Il luminoso passaggio in continuità di pantone avviene nella sezione Impact di #Giffoni53 e porta la firma di Crescenzo Tortora dell’Istituto nazionale di astrofisica.

Dalla materia celeste alla sala blu. Il luminoso passaggio in continuità di pantone avviene nella sezione Impact di #Giffoni53 e porta la firma di Crescenzo Tortora dell’Istituto nazionale di astrofisica. Il ricercatore partenopeo tratteggia contorni e contenuti di conoscenza sul cosmo, con dovizia di creatività, davanti a duecentocinquanta giurati dai diciotto ai trent’anni in maglietta rossa. E in servizio permanente con la riflessione aperta e il pensiero libero. Teatro d’alchimia la giornata di apertura del festival. Il sipario si leva sul ‘viaggio dell’eroe’ come linguaggio paradigmatico per spiegare, nello specifico, la meraviglia dei miraggi gravitazionali. Una lectio altamente coinvolgente, di grande efficacia come la chiave narrativa adoperata. Potenza del fenomeno e potenza della storia. La sua storia. Nella quale l’eroe protagonista si chiama Captain Astrophysics. Un personaggio di erudita e robusta fantasia – corpo muscoloso sopra tratto marvelliano – dato alla luce con la tecnica dell’illustrazione grafica da un programma che sfrutta a pieno le doti artistiche dell’intelligenza artificiale. Un’efficace e informale opera di divulgazione che ha tenuto incollati alle poltrone i giffoner. “La relatività generale – ha spiegato Tortora – ha rivoluzionato la nostra comprensione dell’universo, descrivendo come i campi gravitazionali distorcono i percorsi della luce generando fenomeni astrofisici di bellezza unica: le lenti gravitazionali, veri e propri miraggi creati dalla gravità. Fenomeni incredibili che la potenza della narrazione, la forza del racconto, di quel racconto che si fa storia, ha la capacità di rendere accessibile a tutti con maggiore empatia e incisività”. Tortora è appassionato di astrofisica sin da bambino. Alle elementari disegnava pianeti e guardava i protagonisti dei cartoni animati volare nello spazio. Nel corso degli anni ha trasformato quella sua passione in una vera e propria professione. “Attraverso le dodici fasi del viaggio dell’eroe – ha sottolineato il ricercatore dell’Inaf – si ha ad esempio la possibilità di vestire i panni di Neo di Matrix e di Frodo del Signore degli Anelli per andare alla scoperta dei miraggi gravitazionali tra rivoluzioni scientifiche, immagini spettacolari, telescopi del futuro e intelligenza artificiale”. Un viaggio nella conoscenza davvero incredibile. Di andata e ritorno per le meraviglie del cosmo. Un viaggio incredibile, unico e necessario. Come Giffoni.

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