I FILM IN CONCORSO IL 22 LUGLIO 2025

La sesta giornata del #GiffoniFilmFestival ci conduce in un viaggio tra identità, crescita e ricerca di appartenenza, grazie a un ricco programma di film in concorso che attraversano età, culture e generi, tutti uniti da un fil-rouge potente: la scoperta di sé attraverso l’incontro con l’altro, con le proprie radici o con il proprio passato.

Alla Sala Truffaut, alle 10, il film in concorso “Isle Child” di Thomas Percy Kim (Corea del Sud/USA, 2025, 92’) inaugura la giornata dei Generator +16 con una riflessione profonda sull’identità culturale. Il protagonista, Si Miller, adolescente adottato e cresciuto nel cuore dell’America, è costretto a confrontarsi con la sua origine sudcoreana e con una madre biologica che non sapeva di desiderare. Una chiamata cambia tutto, e con essa, la percezione di sé.

Ancora in Sala Truffaut nella sezione Generator +13, ma alle 14:30, arriva “Slackers” della regista tedesca Sorina Gajewski (Germania, 2025, 75’). Qui l’adolescenza si fa fuga e resistenza: Ramona e Nico, amici svogliati e disillusi, attraversano Berlino a piedi in una sorta di road movie urbano che li mette di fronte alla realtà sociale e politica che preferivano ignorare. Un film sull’amicizia, sulla speranza e su una generazione in bilico.

Cambiando prospettiva e tono, ma non il tema, in Sala Galileo alle 10 va in scena la  Parental Experience con “Ciao bambino” di Edgardo Pistone (Italia, 2024, 95’). Attilio, diciannove anni, vive in un rione popolare di Napoli e si trova a dover scegliere tra l’amore per una giovane prostituta e la lealtà verso un padre uscito di prigione. Una prova di maturità dura, che mette in crisi l’innocenza e il senso di giustizia.

Alle 16, sempre in Sala Galileo, si sposta la narrazione collettiva con la proiezione Gex Doc di “My sweet land” di Sareen Hairabedian (Usa/Francia/Giordania/Irlanda, 2024, 86’), docu-film poetico e doloroso ambientato tra le montagne del Caucaso. Vrej, undici anni, cresce tra sogni infantili e una guerra che distrugge il suo mondo. L’esilio, il ritorno, la perdita dell’innocenza: un racconto universale sulla resilienza di un popolo e di un bambino.

Per i più grandi della sezione Generator +18 in Sala Blu alle 10 “Omaha” di Cole Webley (Usa, 2024, 83’) porterà i #jurors nel cuore dell’America travolta dalla crisi economica del 2008. Un padre in fuga, due figli al seguito, e un viaggio che promette salvezza ma nasconde dolore. Un film che esplora il significato di speranza quando il mondo degli adulti crolla, visto attraverso gli occhi dei più giovani.

Per i più piccoli (e non solo), doppia proiezione alle 10 e alle 16 in Sala Lumière per il film in concorso della sezione Elements +6 “My penguin friend” di David Schurmann (Brasile/Usa, 2024, 97’): una storia vera, emozionante e gentile su un’amicizia improbabile tra un pescatore brasiliano e un pinguino. Una parabola sull’amore, la gratitudine e il legame con la natura.

Sempre in chiave giovane, ma un po’ più grande, “Honey” di Natasha Arthy (Danimarca, 2024, 97’), proiettato alle 10 e alle 16 in Sala Alberto Sordi per la sezione ELEMENTS +10, ci racconta la storia di una tredicenne che si nasconde dietro le sue paure, ma trova nel viaggio per ritrovare un nonno creduto morto (e forse anche in un gruppo musicale) la forza per esprimersi e farsi vedere per ciò che è.

Infine, la giornata si chiude con un tocco di magia e animazione: alle 19 in Sala Lumière, finalmente arrivano i cortometraggi in concorso per gli Elements +3. Dalla danza acrobatica delle rane al sogno gastronomico di un funghetto velenoso, passando per la caparbietà di un riccio o l’avventura tra galline e capibara, maialini che vivono in un monastero, non mancheranno le bizze di pappagalli dispettosi… ogni storia parla di piccoli protagonisti in cerca di un proprio posto nel mondo. Seguiranno a ruota: A PAIN IN THE BUTT by Elena Walf (Germany, 2025, 5′ 40”), ABOVE THE TAMARIND TREE by Buthyna Al-Mohammadi (Qatar, 2024, 7′ 44”), AMEN by Coutier Orphée, Demarty Bettina, Maingonnat Kimié, Perego Laurène, Poulain Louise, Zundel Avril (France, 2024, 6’46’’), BOBEL’S KITCHEN by Fiona Rolland (Belgium, 2024, 10’25’’), CAPYBARAS by Alfredo Soderguit (France, 2024, 10’30’’), THE CARP AND THE CHILD by Morgane Simon, Arnaud Demuynck (France, 2024, 6’50’’) e DMITRY SHOSTAKOVICH. POLKA by Tatyana Musalyamova (Russia, 2024, 2’01’’).

Tutte le proiezioni sono aperte al pubblico fino a esaurimento posti, con priorità per le categorie indicate. Le emozioni non mancheranno. A #Giffoni55, il cinema è ancora una volta lo specchio in cui guardarsi per riflettere e conoscersi meglio.

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