I corti di Giffoni Shock! Il 20 la premiazione della giuria composta dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

Duecento studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli sono stati i primi protagonisti della giornata inaugurale di Giffoni Shock, l’evento cofinanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo come progetto speciale – annualità 2022. Prima di assistere alla proiezione di ventidue corti provenienti da ogni parte del mondo e selezionati tra oltre duemila opere, sono stati accolti dall’ideatore e fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi. Il 20 aprile si terrà la premiazione delle opere che saranno ritenute più originali dalla platea.

La nostra è una bella storia italiana. Questo a cui state partecipando non è un progetto pilota, ma un nuovo percorso. Tirate fuori quello che avete dentro, perché siete unici e indispensabili. Così come, appena diciottenne, nel 1971, decisi di sfidare tutti con l’organizzazione di Giffoni, oggi abbiamo scelto di superare un nuovo ostacolo interrogandoci su cosa cambierà nel mondo della comunicazione e della creatività da qui ai prossimi venti anni – ha detto – Siamo presenti in otto regioni italiane per contrastare la povertà educativa e in trentacinque nazioni all’estero. Abbiamo girato il mondo, ma la nostra forza è quella di essere capaci di ritornare sul nostro territorio e di recuperare le nostre radici”.

Dopo i saluti di Andrea Contaldo e Gianvincenzo Nastasi del team di Giffoni, gli allievi e le allieve dell’Accademia hanno potuto tuffarsi in un vero e proprio viaggio nella creatività declinata in tutte le sue molteplici espressioni, provenienti da Italia, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Regno Unito, Iran, Taiwan, Ucraina, Francia, India, Spagna, Brasile e Algeria.

Si parte dall’italiano A BEAUTIFUL DAY diretto da Sarah Marinoni de Athayde, Alessia Lionetti, Angela Li e Chiara Mallus, in cui conosciamo Camilla intenta a scrivere nel suo diario le esperienze della giornata, mentre le ombre prendono vita sul pavimento. “Abbiamo voluto mixare varie tecniche diverse per creare le ombre e sottolineare in questo modo le differenze tra il mondo reale e quello percepito dalla protagonista – hanno spiegato – La scelta dei temi, dove si intreccia il bullismo, la violenza o l’abuso, è dettata dal fatto che volevamo affrontare un argomento socialmente rilevante”.

Veniamo trasformati in un mondo sottomarino, in cui un uomo aragosta incontra creature straordinarie in LOBSTER MAN (Italia), diretto da Matteo Dang Minh. “Tutto nasce da alcuni disegni che poi hanno subìto il tocco dell’animazione fino a diventare storie su Instagram. Il mio è un corto grottesco e ironico”, ha raccontato il regista. È, invece, un cortometraggio sperimentale, basato su filmati d’archivio che dialoga tra documentari naturalistici e immagini in bianco e nero, RE.AZIONI (Italia) di Dominic Sambucco. TALE OF A VIOLET SKY (Italia) di Nicolò Roberto Roccatello, ci mostra una danza seducente tra due giovani non vedenti, trasformando la paura del rifiuto in una straordinaria metafora. “La chiave della metafora mi è servita per cercare di dare una impronta poetica al mio lavoro”, è stato il commento del regista. In TSUNAMI (Italia), diretto da Arianna Taretto, l’ansia dà ritmo alle giornate di una giovane ragazza che si sveglia, respira, si alzo, si lavo i denti. Cerca di smettere di preoccuparsi. “La mia storia personale si intreccia profondamente a questo lavoro – ha ammesso – Ho iniziato a ragionarci da quando ho iniziato a soffrire di violenti attacchi di ansia”.

Storia diversa per l’ultimo corto italiano in gara: in LE VOLEUR VOLÉ di Lorenzo Viale, un ladro stupido ma subdolo passa il suo tempo a rubare i ritratti di famiglie ricche e a venderli al miglior offerente. Ma un investigatore saprà come intrappolarlo e dargli una lezione. “Negli anni Dieci le persone avevano timore delle foto o dei ritratti perché pensavano di perdere l’anima – ha chiarito l’autore – Ecco perché ho scelto questo tema che fa riflettere molto ai nostri giorni”. E ancora scopriamo il viaggio interiore di una ragazza alla ricerca di sé stessa in THE (W)HOLE di Jiansu Wang (Stati Uniti). Un’anima misteriosa permetterà alla protagonista di riflettere sulle vite vissute in ABANDONED SOUL, (Repubblica Ceca) di Richard Kozák. “Questo film è la rappresentazione di un mio sogno – ha detto il regista al pubblico durante un videocollegamentoAppena sveglio ho deciso che dovevo girare. All’inizio non è stato semplice trovare le location e i fondi, ma poi ci sono riuscito”. Un toro solitario e un uomo affrontano la mortalità in un atto di coraggio in ASTERION, sempre della Repubblica Ceca, di Francesco Montagner. “Tutto nasce da un racconto di Borges – spiega il regista – e dal suo ribaltamento del mito e del rapporto tra Teseo e il minotauro”.

Intrappolata nei pensieri vorticosi di un turno di notte, una donna che lavora in un ristorante riceve una telefonata criptica che la guiderà verso un luogo nel quale trovare rifugio al rumore: è BETWEEN NOTES (Regno Unito) di Mathias Obrzut e Sofía Abdellatifi Garcia. “Sono molto attenta all’evoluzione dei personaggi – ha sottolineato Sofia Abdellatifi Garcia – Per questo mi piace molto insistere sul cambiamento delle atmosfere”. Un anziano osserva il mare, attratto da un evento misterioso, in DEAR ANIMAL (Iran) di Younes Kafashian. Una barista, ormai diventata l’ombra di sé stessa, serve silenziosamente coloro che hanno raggiunto la fine del loro viaggio: siamo in FLOATING IN THE LONG NIGHT (Taiwan) di Yu Jou Liu. La regista ha risposto alle domande della platea, spiegando di aver realizzato la sua opera miscelando varie tecniche che l’hanno resa unica nel suo genere. Il tentativo di un uomo di assemblarsi mettendo insieme i suoi organi lo rende un semplice pezzo di carne. Solo ricordando la propria vita potrà diventare un essere umano: è la trama di HOMO (Ucraina) di Bekhter Liubov. LYUBIMA (Bulgaria) di Maya Ivanova Vitkova-Kosevù, racconta la storia di un’artista lasciata dal suo compagno. La donna cerca di superare il dolore chiedendo aiuto a un elefante in un sogno.

Ci trasporta in un mondo onirico e musicale, attraverso un cartone animato realizzato con immagini a inchiostro nero, PSYGMES (Francia) di Sam Quentin. “Non volevo fare un film, ma mettere in atto una sperimentazione con carta e inchiostro. Poi un mio amico ha realizzato una colonna sonora con il piano e ho deciso di andare avanti, anche servendomi dell’intelligenza artificiale”, ha spiegato il regista. Ci troviamo in un pianeta dove nessuno ha il diritto di coltivare piante, portando molte persone a non conoscere nemmeno il concetto di albero, in THE SPRAYER (Iran) di Farnoosh Abedi. È composta da animazioni 2D THE DOESN’T FIT (India) di Ackshaj Anand che esplora situazioni scomode, raccontandole con satira e ironia. “Ho tratto ispirazione dalla realtà e dalle persone che mi circondando”, ha spiegato il regista ai ragazzi. Si riflette sulla memoria e sul mondo digitale, attraverso i file generati quotidianamente sui telefoni cellulari, in WHAT REMAINS (Spagna) di Alejandro Rodríguez. Ci conduce nella profonda oscurità della notte, dove un essere solitario protegge il suo cuore dalla corruzione, WHISPERS OF THE HEART (Algeria) di Mourad Hamla. “La solitudine è una dimensione molto personale di un artista e ha a che vedere anche con la politica. Certe scelte artistiche prevedono necessariamente l’isolamento”, ha chiarito il regista. Un individuo mascherato entra in conflitto con la sua percezione della vita e riflette sulle sue ambizioni in un mondo dominato dallo status quo: è THE YELLOW SUBCONSCIOUS OF SIR BEN (Brasile) di Caio Torretta. Stanca della sua noiosa quotidianità, una ragazza di nome TUFNA decide di porre fine alla sua vita: è la trama del corto omonimo della croata Amila Šarić. Mentre prepara una corda per impiccarsi nella sua stanza, il mondo intorno a lei assume forme contorte e bizzarre. “Ho scelto di rappresentare il mio personaggio attraverso gli stadi della vita, dall’atleta alla guerriera, dall’acquisizione della consapevolezza all’ultimo step finale. Sono stata molto influenzata dall’animazione degli anni Ottanta e dalla pittura, in particolare da Van Gogh”

Conclude WITCH NATION (Stati Uniti) di Sam Lavy, che mostra una lotta tra magie buone e malvagie. Il film è stato creato interamente utilizzando la tecnologia dell’intelligenza artificiale, senza l’utilizzo di attori umani o riprese dal vivo.

ACCADEMIA BELLE ARTI NAPOLI_GIFFONI SHOCK 2024_PH GAETANO DEL MAURO_DM_8970

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *