Gli aneddoti di Sespo a #Giffoni54: “I numeri del web non sono paragonabili al confronto personale”

Romano, scanzonato e sorridente. Entusiasmo a mille per l’arrivo di Sespo a #Giffoni54. I ragazzi di Generator +13 lo hanno immediatamente accolto con battute e pizzicate sui suoi amici youtuber.

Con un linguaggio positivo e divertente, Edoardo Esposito ha ripercorso con loro alcuni dei momenti più emozionanti del suo percorso.

Classe 1999, ha scoperto You Tube grazie ai tutorial dedicati ai suoi giochi preferiti. Da lì, pian piano, si è aperto un mondo di idee e di occasioni.

“Ho cominciato per divertimento, sono un fan del web. Immagino di essere stato anche tanto fortunato, seppure mi sono sempre impegnato a realizzare belle cose. Ricordo che all’inizio il mio sogno era raggiungere i 100 mila follower, chi lo avrebbe mai detto che avrei superato i 2 milioni. Non so se ci sia un segreto, io pubblico me stesso, non c’è differenza tra la mia vita privata e quella pubblica. Io me la vivo molto bene”.

All’attivo qualche libro, condiviso con l’amico e collega Valerio Mazzei, ed anche un film. Non una vera e propria novità per il giovane content creator.

“Quando ero più piccolo ho fatto teatro e poi anche l’animatore, mi è sempre piaciuto recitare. Quando sono entrato nel mondo del web sono diventato un influencer e pare che a un influencer non possa piacere il cinema, una sciocchezza! Io continuo a studiare”.

Un percorso impreziosito da amicizie fondamentali, da cui (ad esempio) è nato #Valespo. Un libro scritto a quattro mani, dove i destini di due ragazzi romani si incrociano e si ritrovano sul web. 

“Quando vedi il numero delle visualizzazioni è difficile rendersi conto che ci sono delle persone dall’altra parte che ti stanno guardando veramente. Ma quando mi fermano per strada sono molto felice, sono felice di poter scambiare due chiacchiere e di avere un confronto con gli altri. Anche un complimento dal vivo fa tutto un altro effetto, non sono cose paragonabili”.

Tanti gli aneddoti di viaggi, una delle sue passioni più grandi, ma anche sul percorso che hanno trasformato un hobby in una professione. “Che fosse diventato un lavoro l’ho capito nel febbraio del 2019, quando è uscito il mio primo libro. Era un venerdì, lo presentammo alla Mondadori del Duomo, c’era anche mia madre. Vedere tutta quella gente è stato incredibile. In effetti, durante le prime date avevamo sempre paura che nessuno venisse al nostro firma copie, poi abbiamo capito che l’amore che ci mettevamo tornava indietro”.

Tra le pagine dell’agenda Comix 2025 con la sua intervista e qualche altro aneddoto di viaggio, non è mai mancato lo spazio per parlare dei suoi genitori e della sua famiglia.

“Io sarò sempre grato ai miei genitori. Mi hanno sempre supportato, sin dall’inizio. Mi chiedevano di andar bene a scuola, ma per il resto mi hanno lasciato libero di trovare la mia strada”.

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