Viviamo in un mondo in cui realtà e rappresentazione si sovrappongono. Ogni giorno attraversiamo flussi di immagini, notizie e contenuti digitali che ci chiedono attenzione. Ma sappiamo che, ora più che mai, la verità non è un dato certo, ma qualcosa che si costruisce, si interpreta, a volte si inventa.

Questo nuovo format nasce per offrire a studenti e docenti un’occasione di educazione critica e affettiva alla contemporaneità. Un percorso che esplora il modo in cui le tecnologie digitali influenzano il nostro modo di conoscere, di raccontarci e di entrare in relazione con il mondo.

“Turisti della realtà” si struttura come uno show didattico. Una mattinata suddivisa in blocchi di 20 minuti, ognuno con linguaggio, ritmo e registro propri. Un mosaico di esperienze che, a fine percorso, si ricompone in un’unica consapevolezza. L’obiettivo principale è imparare a abitare la realtà digitale con occhi aperti, senza subirla.

Si parte da una introduzione suggestiva dedicata al tema della verità nell’era digitale. Attraverso immagini, esempi e piccoli esperimenti percettivi, gli studenti sono invitati a riflettere su quanto ciò che vediamo sia frutto di scelte, montaggi e narrazioni. Le fake news, le manipolazioni visive, i contenuti generati dall’intelligenza artificiale diventano strumenti per ragionare insieme su come emozioni e fiducia influenzino la nostra percezione del reale.

Segue un laboratorio interattivo che stimola lo spirito critico attraverso giochi di fact-checking, quiz e dibattiti. I ragazzi sono chiamati a scegliere – fake or real? – e a motivare le proprie risposte, scoprendo i segnali che svelano un contenuto falso e imparando a leggere con maggiore consapevolezza ciò che ogni giorno incontrano online.

Il percorso prosegue con un blocco dedicato a social media e identità. È un momento di confronto diretto sull’esperienza quotidiana degli studenti. La rappresentazione di sé, la tendenza a costruire una versione “interessante” della propria vita, l’ansia da performance, la ricerca di approvazione. Si riflette su come l’immagine di sé online condizioni l’autostima e il rapporto con la propria identità e con il proprio corpo, spesso percepito come accessorio da esibire piuttosto che come spazio autentico di presenza e relazione.

Un altro capitolo è dedicato al tema Intelligenza Artificiale e all’impatto profondo che questa tecnologia esercita su molti aspetti della vita quotidiana. È cambiato il modo in cui accediamo alla conoscenza, è un dato di fatto, e lo stesso vale per le informazioni, fino al modo in cui costruiamo relazioni e ci raccontiamo agli altri.

Un blocco in particolare esplora il rapporto tra AI e scuola, invitando studenti e docenti a riflettere su come questi strumenti stiano trasformando il modo di studiare, apprendere e cercare risposte. Tra rischi di superficialità e nuove opportunità di espressione, l’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma imparare a dialogare con essa, integrandola in modo consapevole e riconoscendone il potenziale come alleata della curiosità, della creatività e della conoscenza.

Segue poi un momento più intimo e sorprendente. Si parte da un dato su cui sono già nati studi scientifici, analisi sociologiche e articoli giornalistici. L’AI tende ad assecondare l’utente, lodandolo, facendolo sentire accettato, compreso, importante, nutrendo un complesso bisogno di attenzione costante e di ascolto ininterrotto.

Vogliamo esplorare le implicazioni emotive di questa dinamica. Gli studenti scoprono come questo meccanismo possa generare una sorta di legame ingannevole, con rischi concreti le cui conseguenze sono ancora difficili da prevedere. Questo tema apre domande profonde sul significato di relazione, empatia e solitudine nell’era della connessione continua.

Come in altri format Giffoni, anche qui è previsto un workshop pratico guidato dai social media manager del festival. Un laboratorio in cui gli studenti imparano a usare i linguaggi digitali in modo originale e responsabile, trasformando un tema o un messaggio in una campagna consapevole, capace di parlare ai loro coetanei con autenticità.

Idiversi blocchi si intrecciano con materiali video prodotti da Giffoni, come il format Non è vero che ci piacciono i social, e con il contributo (in collegamento o in registrazione video) di ospiti e influencer capaci di stimolare la riflessione. 

La giornata si chiude nel pomeriggio con la proiezione di un film o documentario scelto ad hoc, che raccoglie e rilancia le domande emerse. 

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