GAIA MESSERKLINGER: “LA COSA PIÙ IMPORTANTE È ESSERE CURIOSI E METTERSI ALLA PROVA”

L’attrice piemontese racconta ai giffoner la preparazione del personaggio di Moana Pozzi in Supersex

Ragazzi, non vedo l’ora di parlare con voi. Sono qui per questo”. Empatica, bella, ironica, autoironica, entusiasta: Gaia Messerklinger non si risparmia con i giffoner +18. Mette a disposizione la sua esperienza, parla del suo approccio al lavoro, racconta il modo in cui tutto è iniziato, ride e scherza con la platea e non fa mancare suggerimenti e incitazioni: “La cosa più importante è essere curiosi nella vita e mettersi alla prova”. All’attrice piemontese va l’Explosive Talent Award, un premio per il tuo talento.

Nel corso dell’incontro, l’attrice piemontese parla molto della sua Moana Pozzi, il personaggio sulla vita di Rocco Siffredi che ha interpretato per la serie di Netflix Supersex. “Moana per me è stata una trasformazione totale”, racconta. E non risparmia dettagli: “Il set di Supersex mi ha dato una nuova prospettiva. Era la prima volta che lavoravo su un personaggio vero, una donna esistita davvero, e che donna! Una icona. Ero terrorizzata all’inizio – dice – perché mi sembrava una cosa più grande di me”. Messerklinger racconta la prima volta che è andata a fare una prova costume: “Mi sono ritrovata in un posto che sembrava il paese delle meraviglie. Era come entrare in un altro mondo. Ho iniziato a indossare gli abiti e già ho sentito una trasformazione. Per non dire che mi è stato creato un seno: io ho la prima, mi hanno fatto una quarta. Una cosa stupenda!”. E ancora: “Io avevo un tempo di preparazione totale, tra seno, trucco e capelli, di quattro ore”. Insomma, una trasformazione anche fisica: “Tutte le volte che sono diventata Moana, passavo quattro ore con persone che avevano una voglia di fare un lavoro perfetto. Mi davano l’anima”. 

Gaia Messerklinger si sofferma sul percorso “molto complesso, di studio molto approfondito” per la preparazione del personaggio: “Cercavo di stare in compagnia di Moana almeno tre ore al giorno. Almeno per tre ore al giorno facevo la sua voce. Ad esempio, mi chiamavano i call center e io rispondevo con la voce di Moana. A casa mi chiudevo dentro, facevo ore di spogliarelli. Volevo imparare a muovermi come lei. Andavo in palestra e giravo nello spogliatoio completamente nuda, cosa che in genere non faccio. C’è stato un lavoro su di me, sul mio corpo, sul fatto di sentirmi sensuale”. La preparazione del personaggio ha portato l’attrice anche a “scavare su cose molto personali, e quindi Moana me la sono portata dietro per una serie di consapevolezze che ho acquisito e anche di armonia con il corpo”.

L’attrice piemontese risponde anche alle curiosità dei giffoner sulle scene di sesso da girare sul set: “C’è sempre tanto imbarazzo. Ma è tutto finto, intorno ci sono tante persone che ti guardano. Sono scene in cui c’è sempre un livello di tecnicità che devi rispettare. Poi il dialogo con il partner sul set aiuta. Oggi, grazie all’esperienza che ho maturato, mi sento più tranquilla”. E, quanto al conciliare quelle scene con il proprio partner, è chiara: “Dipende dall’intelligenza delle due persone e dal tipo di rapporto che si ha nella coppia. Io ho un fidanzato molto intelligente, abbiamo un alto livello di fiducia, lui sa bene che io faccio l’attrice. Se uno vuole fare l’attore deve trovarsi un compagno non geloso”.

L’attrice rievoca anche il suo inizio: “Io non sono stata una bambina con il sogno nel cassetto. Mia madre, musicista e attrice anche lei, ha portato me e mia sorella a lavorare con lei. Non è stata una scelta, era un’attività di famiglia. Non pensavo di farne il lavoro della vita. La consapevolezza che volessi farlo come lavoro è iniziata quando ho iniziato a fare un altro lavoro. Quando, laureata in legge, ho iniziato a fare la pratica legale, e ho capito che non c’entravo niente”.

A margine dell’incontro, Gaia Messerklinger parla anche del futuro, che la vedrà interpretare un pubblico ministero nella serie Don Matteo: “È stimolante passare da un personaggio all’altro. È la ricchezza maggiore per un attore, perché se ti incanalano in un solo tipo di personaggio non è più il tuo lavoro. Per me il mio lavoro è trasformarmi, quindi più mi posso trasformare più sono felicissima. Ci sono miliardi di storie da raccontare, quindi è bello raccontare a volte storie introspettive, altre la leggerezza. C’è bisogno anche di leggerezza”.

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