“Everyone’s Sorry Nowadays” il viaggio di Bianca dentro se stessa emoziona i giurati

Ci sono battaglie che non si vedono, ma che possono essere le più difficili da affrontare. È quella di Bianca, la protagonista di “Everyone’s Sorry Nowadays” della regista Frederike Migom, film in concorso per la sezione Generator +13, che ha conquistato i ragazzi della Sala Truffaut con un racconto intenso sulla ricerca del proprio posto nel mondo. Bianca ha tredici anni, un’immaginazione incontenibile e una ferita che sembra impossibile da colmare: sentirsi invisibile. Invisibile agli occhi di una madre completamente assorbita dalle cure del fratellino affetto da una grave patologia cardiaca, ma anche a quelli del padre e della sua nuova compagna, che faticano a comprenderla. Quando la sua attrice preferita, la celebre Billie King, appare improvvisamente nel suo salotto, realtà e fantasia si intrecciano in un viaggio emotivo che porterà la ragazza ad affrontare rabbia, dolore, solitudine e, soprattutto, il desiderio di ritrovare il legame con sua madre. Un percorso interiore che i giurati hanno immediatamente collegato al tema di #Giffoni56. Per Lorenzo, infatti, il film racconta proprio il coraggio di affrontare un viaggio dentro se stessi: “Mi è piaciuto molto perché ho trovato una grande connessione con il tema di quest’anno, le cose impossibili: Bianca attraversa emozioni complesse come rabbia, tristezza e solitudine, riuscendo ad accettarsi per quella che è, e lì avviene la svolta”. Il senso di invisibilità vissuto dalla protagonista ha acceso anche una riflessione più ampia. “Capita sempre più spesso di sentirsi trasparenti” – ha osservato Mia, collegando la vicenda di Bianca a quella di tante persone che vivono ai margini della società, dagli outsider alle comunità queer, accomunate dal bisogno universale di essere viste, ascoltate e accolte. Samuel ha invece posto l’attenzione sulla complessità dei rapporti familiari raccontati nel film, soffermandosi sulle dinamiche di tossicità che possono nascere all’interno della famiglia e sulla delicata rappresentazione della malattie o anche delle neurodivergenze, affrontate con sensibilità e senza giudizi. Ad accompagnare il film a Giffoni è stata l’attrice Lisa Vanhemelrijck, che ha condiviso con i #juror il lavoro emotivo richiesto dal suo ruolo. “È stato difficile incanalare le emozioni necessarie in alcune scene” – ha raccontato – Ho dovuto chiedere aiuto, proprio come accade a Bianca, che a un certo punto sceglie di affidarsi agli altri”. Un messaggio semplice ma potente, che invita a riconoscere la propria fragilità non come una debolezza, ma come il primo passo per ritrovarsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *